Svolta nelle indagini sul triplice omicidio che ha sconvolto il Regno Unito
La fuga è durata pochi giorni. L’uomo ricercato per il triplice omicidio della moglie e delle due figlie, trovate senza vita nella loro abitazione di Great Denham, vicino a Bedford, è stato arrestato in Sudafrica. Si tratta di Ndodana Mkhanyisi Tshuma, 45 anni, cittadino britannico di origini zimbabwesi, ora accusato di aver ucciso la moglie Nothabo Zandile Tshuma, 42 anni, e le figlie Natalie, 15 anni, e Nala, di appena 5 anni.
L’arresto rappresenta la prima svolta nell’inchiesta che nei giorni scorsi ha profondamente scosso il Regno Unito.
La fuga dopo il delitto e l’arresto in Sudafrica
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 45enne aveva lasciato il Regno Unito due giorni prima del ritrovamento dei corpi, partendo dall’aeroporto di Heathrow con un passaporto britannico.
Le indagini hanno permesso di seguire i suoi spostamenti fino al Sudafrica, dove è stato rintracciato e arrestato a Kensington, nell’area di Johannesburg, grazie a un’operazione coordinata con l’Interpol e diverse agenzie internazionali.
La Crown Prosecution Service (CPS) ha già autorizzato tre capi d’imputazione per omicidio nei suoi confronti.
Le autorità: “Il Sudafrica non è un rifugio per i latitanti”
Ad annunciare l’arresto è stata la portavoce della polizia sudafricana, Athlenda Mathe, che ha lanciato un messaggio ai criminali in fuga.
«Il Sudafrica non è un rifugio per i latitanti. Vi rintracceremo, vi troveremo e vi arresteremo», ha dichiarato durante una conferenza stampa.
Il sospettato dovrà comparire davanti a un tribunale sudafricano, mentre proseguono le procedure necessarie per la sua estradizione nel Regno Unito, dove dovrà rispondere delle accuse formulate dalla magistratura britannica.
Il ritrovamento dei corpi dopo l’allarme dei vicini
La tragedia era emersa quando alcuni vicini avevano segnalato l’assenza della famiglia da diversi giorni.
Gli agenti, intervenuti nell’abitazione di Great Denham, avevano trovato senza vita Nothabo Zandile Tshuma e le due figlie adolescenti.
Da quel momento era scattata una vasta caccia internazionale al marito della donna, considerato il principale sospettato.
L’indagine internazionale
L’ispettore Lee Martin, responsabile dell’inchiesta della polizia del Bedfordshire, ha sottolineato il lavoro svolto dalle forze dell’ordine.
«È stata un’indagine estremamente rapida che ha coinvolto la National Crime Agency, l’Interpol e le autorità dello Zimbabwe e del Sudafrica. Grazie al lavoro congiunto siamo riusciti a localizzare e arrestare rapidamente il sospettato».
Anche la procuratrice capo Emma Davies ha confermato che le accuse sono state autorizzate dopo un’attenta valutazione delle prove raccolte dagli investigatori.
Il dolore della famiglia e il ricordo delle bambine
Nei giorni successivi alla tragedia, i familiari delle vittime hanno diffuso un messaggio di ringraziamento per il sostegno ricevuto.
«In questo momento di dolore inimmaginabile desideriamo ringraziare tutti coloro che ci sono stati vicini con messaggi, preghiere e parole di conforto», hanno scritto.
Grande commozione anche nelle scuole frequentate dalle due bambine.
La preside della Pilgrims Pre-Prep School ha ricordato la piccola Nala definendola «un raggio di sole», mentre la dirigente della Bedford Girls’ School ha descritto Natalie come una ragazza «brillante e talentuosa», appassionata di danza, musica e sport.
Con l’arresto del 45enne, l’inchiesta entra ora in una nuova fase. Le autorità britanniche lavorano insieme a quelle sudafricane per riportare il sospettato nel Regno Unito, dove dovrà affrontare il processo per il triplice omicidio.

