Il ragazzo scomparso e ritrovato in casa in New JerseyIl ragazzo scomparso e ritrovato in casa in New Jersey

Il ragazzo era stato cercato per giorni

Sembrava un 17enne scomparso nel nulla, tanto da spingere la polizia di East Brunswick, nel New Jersey, a mobilitare agenti e investigatori per rintracciarlo. Poi la svolta: il ragazzo era nella casa della madre, nascosto in un’intercapedine del seminterrato.

A far scattare l’allarme era stato il padre, che aveva segnalato alla polizia che il figlio non si era presentato all’appuntamento previsto per martedì sera. Gli investigatori avevano quindi avviato le ricerche del minorenne, mentre Jennifer Buckley, la madre, avrebbe sostenuto di non sapere dove si trovasse.

Secondo quanto riferito alle autorità, la donna avrebbe spiegato che il figlio non voleva tornare a casa del padre e che temeva potesse rappresentare un pericolo per se stesso. Una versione che, con il passare dei giorni, avrebbe però iniziato a presentare diverse incongruenze.

La perquisizione e la scoperta nel seminterrato

Il dipartimento di polizia di East Brunswick ha avviato una ricerca su larga scala, coinvolgendo personale di pattuglia e investigatori. Il nome del ragazzo era stato inoltre inserito nel National Crime Information Center, nell’ambito delle procedure per la ricerca delle persone scomparse.

L’indagine ha portato gli investigatori a concentrare l’attenzione anche sulla versione fornita dalla madre. Quando gli agenti hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione, hanno fatto la scoperta che ha cambiato completamente il quadro.

Il 17enne è stato trovato nascosto in un’intercapedine del seminterrato. Secondo quanto stabilito dagli investigatori, il ragazzo sarebbe rimasto lì per tutto il periodo in cui veniva dato per scomparso. La polizia ha inoltre ritenuto che Buckley lo avesse aiutato a nascondersi.

Non sono emerse prove che il minorenne abbia subito danni durante il periodo trascorso nell’abitazione.

L’accusa di ostruzione all’amministrazione della giustizia

Per la madre è quindi scattato l’arresto con l’accusa di ostruzione all’amministrazione della giustizia, in relazione alle informazioni che avrebbe fornito agli investigatori durante le ricerche del figlio.

Il capo della polizia di East Brunswick, Frank LoSacco, ha sottolineato l’impegno degli agenti nella ricerca del minorenne, evidenziando come segnalazioni di questo tipo vengano trattate con la massima attenzione quando sono coinvolti possibili rischi per l’incolumità di un ragazzo.

«Fornire informazioni false o fuorvianti alle forze dell’ordine vanifica questi sforzi e distoglie inutilmente agenti e risorse dai membri della nostra comunità che potrebbero aver bisogno di assistenza immediata da parte della polizia», ha dichiarato LoSacco.

L’inchiesta resta quindi concentrata sul ruolo della madre e sulle circostanze che hanno portato il ragazzo a rimanere nascosto nell’intercapedine della casa mentre la polizia lo cercava come scomparso.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *