Davide Di Lernia, a destra con il papàDavide Di Lernia, a destra con il papà

Davide Di Lernia decapitato dopo il violento impatto con la balaustra

Un altro schianto, un’altra vita spezzata sulle strade di Milano. Davide Di Lernia, 47 anni, è morto nella notte dopo aver perso il controllo della moto in via Mecenate, all’altezza del civico 74. Il motociclista è finito contro la balaustra metallica che protegge i binari del tram e per lui non c’è stato nulla da fare.

Davide era figlio di Leone Di Lernia, il popolare cantautore, conduttore radiofonico e personaggio televisivo scomparso nove anni fa. Anche lui aveva scelto di lavorare nel mondo della comunicazione, costruendo negli anni una carriera come videomaker e produttore e collaborando con diverse emittenti radiofoniche.

La notizia ha provocato profondo dolore tra le persone che avevano condiviso con lui anni di lavoro. Tra i messaggi più toccanti quello di Marco Mazzoli, voce storica dello Zoo di 105: «Eri come un fratello per me».

Lo schianto nella notte in via Mecenate

L’incidente si è verificato poco dopo la mezzanotte e mezza. Davide Di Lernia stava percorrendo via Mecenate in direzione del centro di Milano quando, per motivi ancora da accertare, avrebbe perso il controllo della motocicletta.

Il mezzo è uscito dalla traiettoria e ha urtato violentemente la balaustra di protezione dei binari del tram. L’impatto è stato fatale.

Sul posto sono arrivati i soccorritori con ambulanza e automedica insieme alla polizia locale, impegnata nei rilievi. Le condizioni del 47enne erano però troppo gravi e ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile.

Dalle prime informazioni non risultano altre persone coinvolte nell’incidente.

La dinamica ancora da chiarire

Gli agenti della polizia locale stanno cercando di ricostruire gli ultimi istanti prima dello schianto.

Tra le ipotesi ancora da verificare ci sono una possibile velocità elevata oppure una manovra improvvisa per evitare un ostacolo. Nessuna delle ricostruzioni è al momento definitiva.

Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e verificando anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti lungo la strada.

La motocicletta è stata posta sotto sequestro su disposizione del pubblico ministero. I familiari di Davide sono stati informati della tragedia.

Il figlio di Leone Di Lernia aveva lavorato nelle grandi radio

Davide Di Lernia era nato a Milano nel 1978. Il padre Leone Di Lernia è stato per anni una delle voci più riconoscibili del mondo radiofonico e aveva avuto un lungo rapporto professionale con Radio 105 e con lo Zoo di 105.

Davide aveva seguito una strada professionale diversa ma sempre legata al mondo dei media. Si occupava soprattutto di regia, produzione e montaggio video e nel corso della sua attività aveva collaborato con realtà come Radio 105, Radio Monte Carlo e Virgin Radio.

Solo poche ore prima della tragedia aveva condiviso sui social alcune immagini dal dj set di Carl Cox al Carroponte. Poi il drammatico incidente in via Mecenate.

Il dolore di Marco Mazzoli: «Eri come un fratello per me»

Tra i primi a ricordarlo pubblicamente è stato Marco Mazzoli, che aveva lavorato con Davide e prima ancora aveva condiviso un lungo percorso professionale con il padre Leone.

«Eri come un fratello per me», ha scritto Mazzoli nel messaggio dedicato al 47enne.

Il conduttore dello Zoo di 105 ha ricordato il rapporto costruito negli anni e il legame con la famiglia Di Lernia, parlando di «due pezzi della nostra storia» che se ne sono andati lasciando un vuoto difficile da colmare.

Un dolore espresso anche attraverso parole che raccontano lo smarrimento di fronte a una morte improvvisa: «Ci sono dolori che non si possono spiegare. Dolori che ti tolgono il fiato, che ti lasciano immobile, incapace di trovare le parole».

Ora saranno gli accertamenti della polizia locale a chiarire cosa sia accaduto realmente in quel tratto di via Mecenate e perché la moto abbia perso la traiettoria. Per Davide, invece, resta il ricordo di una vita trascorsa nel mondo dei media e di un legame familiare che lo aveva portato a condividere con il padre anche una parte importante della storia della radio italiana.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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