Allarme influenza australianaPrimo decesso in Italia per l'influenza K

La Sicilia torna al centro dell’emergenza influenzale con il primo decesso legato alla variante K, la forma più aggressiva del virus A (H3N2). La vittima è un catanese di 54 anni, ricoverato al Policlinico San Marco di Catania per insufficienza respiratoria dovuta a una grave polmonite. L’uomo era sottoposto alla respirazione extracorporea Ecmo, una terapia intensiva riservata ai casi più critici, ma purtroppo ha subito un peggioramento neurologico che ha portato alla morte cerebrale.

L’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, ha confermato le indagini in corso per verificare il legame tra il decesso e la variante K dell’influenza, sottolineando l’importanza di chiarire le cause con precisione.


Cresce l’allarme influenza K: sintomi e diffusione

Il virus influenzale K si distingue per la sua maggiore aggressività rispetto ai ceppi stagionali tradizionali. I sintomi tipici includono febbre alta improvvisa, brividi, forti mal di testa, dolori muscolari e articolari diffusi (mialgie), stanchezza marcata, mal di gola e tosse secca. Nei bambini possono manifestarsi anche sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea.

Nell’ultima settimana, i casi di influenza sono stati stimati in circa 800.000 a livello nazionale, con la Sicilia e la Campania tra le regioni più colpite. I Pronto soccorso degli ospedali catanesi sono sotto pressione per l’elevato numero di pazienti, creando situazioni di affanno e tempi di attesa prolungati.


Pazienti in Ecmo: tra peggioramenti e miglioramenti

Oltre alla vittima, il reparto di Malattie Infettive del San Marco ospita ancora una donna cinquantenne sottoposta alla respirazione extracorporea. Una buona notizia arriva invece da un altro paziente cinquantenne, che dopo essere stato trattato con Ecmo ha mostrato significativi miglioramenti ed è stato trasferito in Pneumologia, superando le complicazioni respiratorie legate alla polmonite grave.

Il caso del 54enne catanese mette in evidenza come, nonostante la risposta positiva della terapia Ecmo sul piano respiratorio, eventuali complicazioni cardiache e neurologiche possano avere esiti fatali. L’uomo, durante il ricovero, ha avuto due infarti che hanno compromesso l’ossigenazione cerebrale, aggravando la situazione.


Pronto soccorso e pressione sugli ospedali

L’epidemia di influenza K sta mettendo a dura prova l’organizzazione ospedaliera in Sicilia. Medici e infermieri segnalano un aumento consistente di accessi, con casi gravi che richiedono terapie intensive. Gli esperti invitano la popolazione a:

  • vaccinarsi, specialmente soggetti a rischio e over 50;
  • rispettare l’igiene personale e le norme anti-contagio;
  • rivolgersi tempestivamente ai medici in caso di febbre alta o sintomi respiratori intensi.

La Sicilia, seconda regione più colpita

Dopo la Campania, la Sicilia è la regione con la maggiore diffusione della variante K. L’ospedale San Marco di Catania si conferma uno dei centri più critici, dove la combinazione tra pazienti gravi e pressione sui reparti rende urgente una gestione efficace dei casi di influenza.

Il bilancio aggiornato è di tre pazienti in condizioni gravi sottoposti a Ecmo, di cui uno deceduto, uno in miglioramento e una donna ancora in terapia intensiva.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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