Nunzia Maria Clemente è stata rinvenuta priva di vitaNunzia Maria Clemente è stata rinvenuta priva di vita

Era scomparsa il 6 agosto dalla sua abitazione e l’ultimo contatto con i familiari risaliva alla serata dello stesso giorno

È di Nunzia Maria Clemente, 74 anni, il corpo senza vita recuperato nella tarda mattinata di martedì 11 agosto in un canale irriguo lungo la sponda sinistra del torrente Agogna, tra le frazioni di Torrion Quartara e Lumellogno, a Novara. La conferma ufficiale dell’identità è arrivata nella mattinata di mercoledì 12 agosto dai Carabinieri del Comando provinciale di Novara, mettendo fine a sei giorni di ricerche.

La donna, affetta da Alzheimer, si era allontanata dalla propria abitazione di via Della Noce nel pomeriggio di giovedì 6 agosto. Da quel momento i familiari non avevano più avuto sue notizie, fatta eccezione per una breve telefonata effettuata alle 20.55, quando Nunzia aveva avuto un ultimo contatto con i propri cari.

L’allarme e le ricerche

La preoccupazione della famiglia era cresciuta con il passare delle ore. La mattina successiva era stata presentata la denuncia di scomparsa ai Carabinieri e contemporaneamente erano stati lanciati appelli attraverso i social network e i canali ufficiali della trasmissione Rai Chi l’ha visto?.

Le ricerche sono state coordinate dall’Arma e hanno coinvolto numerose squadre e unità specializzate. Per diversi giorni volontari e forze impegnate nelle operazioni hanno perlustrato le campagne e le aree periferiche di Novara, cercando di ricostruire gli ultimi spostamenti della 74enne.

Una delle zone maggiormente battute era stata quella di Olengo, frazione a sud della città. Alcune testimonianze avevano infatti segnalato la presenza della donna in quella zona, apparentemente in stato confusionale e, secondo gli elementi raccolti durante le ricerche, forse arrivata a bordo di un autobus.

Nell’area erano intervenute anche unità cinofile della Polizia Locale di Trecate e i droni della Protezione Civile del Coordinamento territoriale di Novara.

Il ritrovamento nel canale

La svolta è arrivata martedì, quando un agricoltore della zona ha notato un corpo all’interno di un corso d’acqua e ha immediatamente dato l’allarme.

Il ritrovamento è avvenuto in un canale irriguo situato lungo la sponda sinistra del torrente Agogna, nella zona compresa tra Torrion Quartara e Lumellogno.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, con il nucleo SAF (Speleo-Alpino-Fluviale), che ha provveduto al recupero della salma. Il corpo è stato successivamente trasferito all’obitorio dell’ospedale Maggiore di Novara.

Dopo gli accertamenti per l’identificazione, nella mattinata di oggi è arrivata la conferma ufficiale: si trattava proprio di Nunzia Maria Clemente, la donna che la famiglia cercava disperatamente da quasi una settimana.

L’ipotesi dell’annegamento, ora l’autopsia

I primi rilievi effettuati sul corpo farebbero ritenere l’annegamento come la causa più probabile della morte. Si tratta però, al momento, di una prima valutazione che dovrà essere verificata dagli accertamenti medico-legali.

Sarà infatti l’autopsia a stabilire con maggiore precisione le cause e l’ora del decesso e a fornire agli investigatori ulteriori elementi per ricostruire le ultime ore di vita della 74enne.

Non è ancora chiaro, dunque, come Nunzia Maria Clemente sia arrivata nella zona del canale e in quali circostanze sia finita in acqua. Gli accertamenti dovranno anche consentire di ricostruire il percorso compiuto dalla donna dopo il suo allontanamento da casa.

La morte della 74enne chiude così nel modo più tragico una mobilitazione durata giorni, durante la quale familiari, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, volontari e unità specializzate avevano cercato senza sosta di rintracciarla.

Per la famiglia, dopo giorni trascorsi nella speranza di poterla ritrovare viva, è arrivata ora la conferma più dolorosa. Restano da chiarire le circostanze della morte e soprattutto gli ultimi spostamenti di Nunzia Maria Clemente prima del ritrovamento nel canale.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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