Convocata in Questura la cugina di Gianni Di VitaConvocata in Questura la cugina di Gianni Di Vita

Perché è stata convocata la cugina di Gianni Di Vita?

Il giallo della ricina si arricchisce di un nuovo tassello. Nel pomeriggio del 16 aprile è stata convocata in Questura Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, unico sopravvissuto alla cena che ha preceduto la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, 15 anni.

La donna è arrivata negli uffici della polizia intorno alle 16 per essere ascoltata come persona informata sui fatti. Al centro dell’audizione ci sarebbero alcune incongruenze emerse nella sua precedente versione, che non combacerebbero con quanto riferito dallo stesso Gianni Di Vita e dalla figlia maggiore.

Al momento non risultano iscritti nel registro degli indagati.


Cosa non torna nei racconti degli ultimi giorni?

Il lavoro degli investigatori si sta concentrando proprio sui dettagli, su quei particolari che – messi insieme – potrebbero cambiare la lettura dell’intera vicenda.

Le versioni fornite nelle prime ore dopo la tragedia stanno subendo una revisione. Gli inquirenti stanno cercando di capire chi fosse presente, chi abbia avuto contatti con il cibo e cosa sia accaduto realmente nelle ore precedenti al malore.

Nelle prossime ore potrebbe essere nuovamente convocato anche Gianni Di Vita, già ascoltato a lungo dalla Squadra Mobile di Campobasso.


Cosa è stato mangiato quella sera?

Uno dei punti centrali dell’indagine resta la cena del 23 dicembre, ora considerata il momento chiave dell’avvelenamento.

Dopo iniziali incertezze, Gianni Di Vita ha fornito una ricostruzione più precisa di quanto consumato quella sera: cozze, giardiniera di verdure e insaccati.

Un dettaglio non secondario riguarda proprio le cozze, che secondo quanto riferito sarebbero state avanzi di un pranzo d’ufficio del giorno precedente. A completare il pasto, un vasetto di conserva e alcuni salumi, la cui provenienza resta però ancora incerta.

Ed è proprio qui che si addensano i dubbi: da dove arrivavano quegli alimenti? Erano parte di un cesto natalizio? Un regalo? Oppure qualcosa portato da terzi?

Domande a cui gli investigatori stanno cercando di dare una risposta.


Il nodo della ricina e gli alimenti sotto sequestro

La svolta nelle indagini è arrivata con la conferma che Antonella Di Ielsi e Sara sono morte per avvelenamento da ricina, una sostanza estremamente tossica.

Da quel momento, l’attenzione si è spostata sugli alimenti presenti in casa. Tutti i cibi trovati nell’abitazione sono stati sequestrati e conservati, e ora potranno essere analizzati alla luce delle nuove informazioni.

Gli investigatori puntano a ricostruire con precisione la catena alimentare: capire chi ha portato cosa, quando e come potrebbe rivelarsi decisivo.


Un’indagine ancora aperta e senza indagati

Nonostante i nuovi sviluppi, l’inchiesta resta formalmente a carico di ignoti. Nessuno, al momento, è stato iscritto nel registro degli indagati.

Ma il quadro è in movimento. Le audizioni si susseguono, i racconti vengono confrontati, i dettagli passati al setaccio.

E soprattutto emerge una certezza: la verità su quella cena non è ancora stata completamente ricostruita.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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