Rapina con ostaggi al Credit Agricole: liberati tutti, ora è caccia ai fuggitivi
Un’azione fulminea, studiata nei dettagli, che ha trasformato una mattinata qualunque in una scena da assalto armato. Nel quartiere Vomero, in piazza Medaglie d’Oro, una filiale del Credit Agricole è stata presa di mira da un gruppo di rapinatori armati.
Erano circa le 12 quando almeno cinque uomini, con il volto coperto da maschere e arrivati a bordo di un’Alfa Romeo con targa contraffatta, hanno fatto irruzione nella banca. In pochi minuti la situazione è degenerata: clienti e dipendenti sono stati sequestrati e chiusi in una stanza, trasformati in ostaggi.
All’interno si sono vissuti momenti di forte tensione. Alcune persone hanno accusato malori, tanto da rendere necessario l’intervento dei sanitari già durante le fasi del sequestro.
Spari e momenti di tensione: cosa è accaduto durante l’intervento
Con il passare dei minuti, l’area è stata completamente circondata dalle forze dell’ordine. Durante le operazioni sono stati esplosi diversi colpi di arma da fuoco in due momenti distinti, segno di una situazione ad alto rischio.
Non è ancora chiaro in quale fase precisa siano stati esplosi gli spari né se vi sia stato un contatto diretto con i rapinatori. Resta il dato centrale: la gestione dell’emergenza è stata complessa e delicata.
Intorno alle 13:30 arriva però il primo, decisivo risultato: tutti gli ostaggi vengono liberati. Venticinque persone escono dalla filiale, visibilmente provate ma senza gravi conseguenze fisiche.
Nessuno viene ricoverato, ma diversi vengono accompagnati in caserma per essere ascoltati. Almeno sei persone hanno accusato malori, confermando il clima di paura vissuto all’interno della banca.
Il ruolo del Gis e l’arrivo nel pomeriggio
Sul posto gli uomini del Gruppo di Intervento Speciale (Gis) dei carabinieri. Il reparto speciale, proveniente da Livorno, è arrivato nel pomeriggio, dopo le 16:30 per compiere l’irruzione all’interno del Credit Agricole e verificare se i malviventi fosse ancora all’interno dell’istituto di credito.
Il loro intervento è stato quindi finalizzato alla bonifica dell’area e alle verifiche tecniche all’interno della filiale, per escludere ulteriori rischi e supportare le indagini.

Il mistero della fuga: rapinatori nelle fogne, il foro nel pavimento
Il punto più oscuro della vicenda resta la sorte dei rapinatori. Quando gli ostaggi sono stati liberati, dei malviventi non c’era più traccia certa.
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori prende sempre più corpo quella di una fuga attraverso la rete fognaria. Si sospetta che durante la notte sia stato praticato un foro nel pavimento della banca, utilizzato poi come via di fuga.
Le verifiche sono in corso con il supporto dei tecnici della rete idrica cittadina, impegnati nell’ispezione dei cunicoli sotterranei. Secondo le indiscrezioni si sarebbero allontanati dall’istituto di credito attraverso un foro nel pavimento. Un particolare che conferma che i malviventi avevano studiato il colpo nei minimi dettagli.
Non si esclude però nessun’altra pista: gli inquirenti stanno analizzando anche le immagini delle telecamere e i movimenti sospetti nella zona.
Indagini serrate e città sotto shock
Sul posto sono arrivati i vertici delle forze dell’ordine, tra cui il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, e il comandante provinciale dei carabinieri.
Le indagini si concentrano su ogni dettaglio: dall’auto utilizzata per l’assalto fino alla dinamica interna della rapina.
Il prefetto ha parlato di un intervento gestito con grande professionalità e coordinamento, sottolineando come la rapidità dell’azione abbia evitato conseguenze più gravi.
Resta però una domanda aperta che pesa sull’intera vicenda: come è stato possibile organizzare una fuga così efficace nel cuore della città?

