Rakeb KashemRakeb Kashem

Rakeb Kashem aveva 30 anni e lavorava come aiuto cuoco a Venezia

Non ce l’ha fatta Rakeb Kashem, il cittadino bengalese di 30 anni rimasto gravemente ferito dopo una violenta aggressione avvenuta tra Venezia e Marghera. L’uomo è morto all’ospedale di Padova, dove era stato trasferito d’urgenza dal nosocomio di Mestre in seguito al peggioramento delle sue condizioni.

La Procura di Venezia ha aperto un’inchiesta per fare piena luce sulla vicenda e individuare i responsabili.

L’aggressione dopo il turno di lavoro

Secondo quanto ricostruito finora, Kashem lavorava come aiuto cuoco a Venezia. Al termine del turno aveva preso un autobus per raggiungere Mestre, dove viveva con la famiglia, ma non è mai arrivato a casa.

Da quel momento i familiari hanno perso ogni contatto con lui e hanno iniziato a cercarlo, fino a quando, nella giornata di martedì, è stato lo stesso trentenne a telefonare dall’ospedale.

Riuscito a riprendere conoscenza per un breve periodo nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Mestre, avrebbe riferito soltanto di essere stato picchiato, senza però riuscire a fornire ulteriori dettagli su quanto accaduto. Poco dopo le sue condizioni sono nuovamente peggiorate, rendendo necessario il trasferimento al Policlinico di Padova, dove è poi deceduto.

Trovato privo di sensi a Marghera

L’uomo era stato soccorso nella giornata di lunedì dalla Polizia Locale di Venezia, che lo aveva trovato privo di conoscenza in un’area di Marghera. Sul posto era intervenuto il personale del Suem 118, che lo aveva trasportato d’urgenza in ospedale.

Ora gli investigatori stanno ricostruendo gli ultimi spostamenti del giovane, cercando di capire dove sia avvenuta l’aggressione, quando sia stato colpito e da chi.

Il fascicolo, inizialmente aperto dalla Procura di Padova dopo il decesso, è stato trasmesso alla Procura di Venezia, territorialmente competente.

La famiglia: “Vogliamo sapere la verità”

Distrutti dal dolore, i familiari chiedono che venga fatta piena luce sull’accaduto.

“Vogliamo sapere la verità. Capire perché sia arrivato in quelle condizioni all’ospedale e chi può averlo ridotto così”, hanno dichiarato.

Il cordoglio del sindaco di Venezia

Anche il sindaco di Venezia, Simone Venturini, ha espresso il proprio cordoglio.

“A nome dell’Amministrazione comunale e mio personale esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Rakeb Kashem e sincera vicinanza alla sua famiglia, colpita da un tremendo lutto. In queste ore il pensiero va anche alla comunità bengalese che vive e lavora nella nostra città. Confido nel lavoro della magistratura e delle Forze dell’Ordine affinché sia fatta piena luce sulla vicenda e i responsabili vengano individuati e assicurati alla giustizia.”

Le indagini proseguono per ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione e individuare gli autori del pestaggio costato la vita al giovane lavoratore bengalese.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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