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Reddito di cittadinanza, la ‘scorciatoia’ del Governo, la mancata sfida e il mistero della riforma

“Ci siamo dati un periodo transitorio per la fine del reddito per chi può lavorare. É una misura sbagliata”. Giorgia Meloni conferma lo stop al Reddito di Cittadinanza dal 1 gennaio 2024 e 8 mesi di sostegno per i percettori del 2023.

Reddito di cittadinanza: ridotto dal 2023, stop nel 2024

Nella conferenza stampa di presentazione della Manovra 2023 è stato anche precisato che decadrà per chi rifiuterà il lavoro alla prima chiamata. Nulla però è stato detto su come si interverrà per aiutare gli ‘occupabili’ ad inserirsi nel mondo del lavoro se non “lo zero contribuzione per l’assunzione di donne, giovani fino ai 36 anni e per percettori di Reddito di cittadinanza”. Già ma imprenditori e datori saranno disposti, anche a fronte dell’azzeramento della contribuzione, ad assumere over 50 fuori dal mondo del lavoro da tempo e senza alcuna formazione?

Basterà la politica ‘zero contribuzione’ per incentivare ad assumere gli occupabili over 50 e fuori dal mondo del lavoro?

Il Presidente del Consiglio non ha chiarito nemmeno cosa accadrà ai non occupabili (la maggioranza dei percettori) dal 2024 e non è entrata nel merito della riforma del RDC alimentando così preoccupazioni e dubbi per chi ha bisogno di sostegno perché impossibilitati a lavorare e per chi vorrebbe capire in che modo può tornare a svolgere un’occupazione. Si poteva far meglio contro i furbetti, al di là dei controlli, visto che se le cose non hanno funzionato la colpa non è solo di chi sperava di essere rintrodotto nel mondo del lavoro.

Si poteva migliorare laddove il sostegno aveva fallito la mission ma il Governo ha preferito non affrontare il problema scegliendo la comoda strada di eliminarlo invece di individuare soluzioni per introdurre nel mondo del lavoro gli ‘occupabili’ che sono fuori dal sistema da tempo e che non hanno l’istruzione o la formazione necessaria per soddisfare una domanda che non cresce ma che va appiattendosi per la crisi energetica e per le altre questioni che hanno portato il Paese a vivere una situazione di instabilità.

La mancata sfida per migliorare la parte attiva del RDC e contrastare i furbetti: ‘Ci sono persone di cui lo Stato si può occupare all’infinito?’

Non è da escludere neanche che il Premier abbia voluto dare un messaggio al suo elettorato ma che qualcosa cambi al momento in cui si entrerà nel vivo della discussione quando saranno messe in evidenza alcune storture. “Lo Stato non può mettere sullo stesso piano chi può e chi non può lavorare. Avremo avuto bisogno di più tempo per fare una riforma complessiva che faremo” – ha aggiunto in conferenza stampa Giorgia Meloni che poi ha replicato a Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle.

“Vedo forze politiche che chiamano la piazza, bene. Ma chi lo ha pensato, lo ha immaginato come uno strumento con cui lo Stato deve occuparsi delle persone da 18 a 60 anni. Ci sono persone di cui lo Stato si occupa all’infinito?” Paradossalmente una valorizzazione del Reddito, superando gli errori del precedente Governo, avrebbe potuto rafforzare l’esecutivo anche in termini di consensi.

Luca Ferrini

Redazione
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Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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