Abdherraim MansouriAbdherraim Mansouri

Morte Abdherraim Mansouri, la svolta dalle immagini?

A pochi giorni dalla tragedia nel boschetto di Rogoredo, alle porte di Milano, emergono importanti sviluppi sull’indagine relativa alla morte di Abdherraim Mansouri, 28 anni, ucciso da un colpo esploso dal poliziotto del Commissariato di Mecenate. La notizia, già nota, lascia spazio ora alle dichiarazioni dei legali e alle indagini in corso, che potrebbero chiarire se si sia trattato di legittima difesa o di un omicidio volontario.

“Noi siamo tranquillissimi”, dice l’avvocato del poliziotto

Piero Porciani, legale del poliziotto, ha commentato la vicenda con sicurezza: “Speriamo ci siano le telecamere, così si potrà confermare tutto ciò che ha detto il poliziotto. Noi siamo tranquillissimi”. L’avvocato ha precisato che, in un’area come il boschetto, spesso frequentata da spacciatori, non è scontato che ci siano impianti di videosorveglianza. Tuttavia, se i filmati saranno acquisiti nell’ambito dell’inchiesta, rappresenteranno un elemento chiave per ricostruire la dinamica degli eventi.

La posizione della famiglia della vittima

Dall’altro lato, Debora Piazza, avvocata che assiste il fratello di Mansouri, conferma l’esistenza di una telecamera vicina al luogo della sparatoria: “La telecamera è proprio vicina a dove è stato ammazzato”. Piazza sta conducendo indagini difensive che saranno condivise con il pm Giovanni Tarzia. L’obiettivo è chiarire ogni dettaglio della vicenda e verificare la ricostruzione del poliziotto secondo cui la vittima gli avrebbe puntato contro una pistola.

Accertamenti in corso: autopsia, balistica e testimoni

La Procura di Milano, coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pm Giovanni Tarzia, ha avviato accertamenti a 360 gradi. L’autopsia è stata affidata alla rinomata patologa forense Cristina Cattaneo, mentre gli esperti stanno svolgendo consulenze balistiche e raccolta di testimonianze. Gli investigatori analizzeranno anche i telefoni sequestrati e disporranno accertamenti tossicologici sia sul poliziotto sia sulla vittima, per comprendere tutte le circostanze che hanno portato allo sparo.

Versione del poliziotto e conferme

Secondo quanto riferito dai legali, il poliziotto ha dichiarato di aver inizialmente cercato di inseguire Mansouri, ma che quest’ultimo gli avrebbe puntato contro una pistola. La versione è stata confermata da un collega presente sul posto. Gli inquirenti mantengono ancora riservatezza sulla dinamica completa, sottolineando la necessità di verificare ogni dettaglio.

Pressione mediatica e social

Il caso ha suscitato forti reazioni sui social, con messaggi ostili all’avvocata Piazza. Alcuni commenti accusano la famiglia di difendere “criminali”, mentre altri minacciano direttamente l’avvocato. Nonostante la pressione, entrambi i legali confermano che l’indagine continuerà con rigore, puntando a chiarire le responsabilità e a verificare se lo sparo possa rientrare nella legittima difesa.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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