Giuseppe AdinolfiGiuseppe Adinolfi

L’annuncio della famiglia: “Giuseppe sta bene”

La paura si è sciolta in un sospiro collettivo. Giuseppe Adinolfi, 38 anni, residente a Salerno, è stato ritrovato e sta bene. A comunicarlo è stata la sorella, con un messaggio semplice e diretto pubblicato sui social: «Giuseppe è stato ritrovato e sta bene. Grazie a tutti per il sostegno e l’aiuto dimostrato in questi giorni».

Una frase breve, ma sufficiente a chiudere giorni di angoscia e incertezza, che avevano tenuto con il fiato sospeso familiari, amici e un’intera città.


La scomparsa e l’allarme scattato il 13 gennaio

Era scomparso da Salerno la mattina di lunedì 13 gennaio, dopo essere uscito di casa molto presto. I familiari erano convinti che si fosse recato regolarmente al lavoro, ma con il passare delle ore e l’assenza di notizie, l’apprensione è cresciuta rapidamente.

A far scattare l’allarme definitivo è stato un dettaglio inquietante: in casa è stato ritrovato il borsello con i suoi effetti personali, un elemento che ha fatto temere il peggio. A quel punto, genitori e fidanzata hanno deciso di chiedere aiuto, trasformando una preoccupazione privata in una mobilitazione pubblica.


L’appello sui social e il coinvolgimento di “Chi l’ha visto?”

Nel giro di poche ore, la foto di Giuseppe ha iniziato a circolare sui social network, accompagnata da appelli e richieste di segnalazioni. La famiglia si è rivolta anche alla trasmissione “Chi l’ha visto?”, nella speranza di ampliare il raggio delle ricerche.

La risposta è stata immediata: condivisioni, messaggi, segnalazioni. Una rete spontanea di solidarietà che ha dimostrato, ancora una volta, quanto il web possa trasformarsi in uno strumento concreto di aiuto nei momenti di emergenza.


Le segnalazioni e il viaggio in treno

Tra le informazioni raccolte nei giorni successivi alla scomparsa, una segnalazione in particolare aveva attirato l’attenzione dei familiari. Una persona aveva riferito di aver visto Giuseppe Adinolfi a bordo del treno Italo 9920, partito da Salerno alle 7.20 e diretto a Torino, precisamente nella carrozza numero 6.

Un dettaglio che aveva aperto nuove ipotesi sull’allontanamento volontario, ma che non aveva comunque attenuato l’ansia per le sue condizioni.

Il ritrovamento e il silenzio sui dettagli

La svolta è arrivata in tarda mattinata di sabato 17 gennaio, con la notizia del ritrovamento e la conferma che Giuseppe Adinolfi sta bene. La famiglia ha scelto di non fornire ulteriori dettagli sulle ragioni dell’allontanamento o sulle circostanze del ritrovamento, preferendo tutelare la privacy del 38enne.

Una scelta comprensibile, dopo giorni di esposizione mediatica e preoccupazione. Ciò che conta, ora, è che Giuseppe sia salvo.

Salerno, per una volta, può davvero tirare un sospiro di sollievo.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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