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Morte Martina Rossi: assolti in appello i due imputati, la rabbia del padre: ‘Non c’è più niente’

Martina Rossi

Luca Vanneschi e Alessandro Albertini sono stati assolti dai giudici della Corte di Assise d’Appello del Tribunale di Firenze. In primo grado erano stati condannati a sei anni per la morte di Martina Rossi. I due giovani, originari di Arezzo, erano imputati per tentata violenza sessuale di gruppo.

Luca Vanneschi e Alessandro Albertini erano stati condannati a 6 anni in primo grado

Martina Rossi era deceduta precipitando da una camera di albergo a Palma di Maiorca il 3 agosto 2011 mentre, secondo la tesi dell’accusa, stava fuggendo a un tentativo di stupro cercando di rifiuggiarsi sui terrazzi.

La drammatica morte di Martina Rossi a Palma di Maiorca

Da rilevare che nel novembre del 2019 la Corte di appello di Firenze aveva dichiarato estinta per prescrizione l’accusa di morte come conseguenza di altro delitto e di conseguenza la pena sarebbe stata in ogni caso dimezzata. 

La delusione di Bruno Rossi: ‘Amareggiato è poco, ora non c’è più niente’

Deluso il papà di Martina Rossi che ha commentato la sentenza a La Vita in diretta pochi istanti dopo la pronuncia dei giudici. “Non c’è più niente, lei non c’è più e neanche la giustizia. Ci sono soluzioni e situazioni che vanno al di là della legge e del cuore.

Amareggiato è poco, ora sto dando soltanto delle risposte convenzionali e se dovessi diri quello che provo farei altre affermazioni. Dopo tutto quello che c’è stato la giustizia italiana riesce ad interrompersi su quello che è stato fatto discutere” – ha dichiarato Bruno Rossi.

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