La svolta nell’inchiesta potrebbe cambiare completamente le indagini
Diciotto giorni senza notizie. Diciotto giorni di ricerche, appelli e interrogativi che continuano ad aumentare attorno alla scomparsa di Sonia Bottacchiari e dei suoi due figli adolescenti, di 14 e 16 anni, spariti nel nulla dopo essere partiti dal Piacentino in direzione Friuli Venezia Giulia.
Ora però il caso potrebbe arrivare a una svolta investigativa importante. La Procura di Piacenza starebbe infatti valutando di modificare il reato ipotizzato: non più soltanto sottrazione di minori, ma sequestro di persona. Un cambio che, se confermato, allargherebbe in maniera significativa gli strumenti investigativi a disposizione dei carabinieri.
Perché il possibile cambio di reato può cambiare tutto
Attualmente il fascicolo aperto dalla Procura procede per sottrazione di minori, ipotesi che prevede pene da uno a tre anni. Ma gli investigatori stanno analizzando elementi che potrebbero portare a contestare un reato molto più grave.
Il passaggio al sequestro di persona consentirebbe infatti di ampliare notevolmente le attività investigative. Non solo la localizzazione delle celle telefoniche, che ha permesso di ritrovare l’auto della famiglia in un parcheggio di Tarcento, in provincia di Udine, ma anche un’analisi approfondita dei dispositivi elettronici della donna.
Gli investigatori potrebbero così ricostruire fino a due anni di contatti, movimenti e comunicazioni per capire se Sonia Bottacchiari avesse pianificato un allontanamento volontario oppure se dietro la sparizione possa esserci il coinvolgimento di altre persone.
Le ricerche nei boschi del Friuli e la segnalazione dell’escursionista
Intanto continuano senza sosta le ricerche nell’area di Tarcento, dove è stato allestito il centro operativo dei soccorsi. È il quarto giorno di verifiche intensive tra montagne, sentieri e zone boschive del Friuli Venezia Giulia.
Nelle ultime ore una segnalazione aveva acceso nuove speranze. Un escursionista aveva riferito di aver incontrato la donna insieme ai due ragazzi e ai quattro cani di famiglia in una località montana della zona.
Le coordinate sono state immediatamente trasmesse ai soccorritori e all’elicottero dei vigili del fuoco, che ha sorvolato l’area fin dalle prime ore della mattina. Ma la verifica si è conclusa con un nulla di fatto.
L’ipotesi della fuga volontaria nei boschi
Tra le piste al vaglio degli investigatori continua a esserci quella di un allontanamento volontario. Un cambio di vita improvviso, forse legato a paure personali o a una situazione familiare delicata.
Secondo quanto emerso, prima della scomparsa la famiglia avrebbe acquistato walkie talkie, filo da pesca e sale per attirare animali selvatici. Elementi che fanno pensare alla volontà di trascorrere un periodo isolati nei boschi.
Il padre dei ragazzi, Yuri Groppi, ha ipotizzato che possano trovarsi in una casetta abbandonata immersa nella natura. Gli investigatori stanno inoltre verificando possibili contatti della donna con ambienti legati a comunità buddhiste presenti nelle aree montane friulane.
L’appello disperato della famiglia
Mentre le ricerche proseguono, la famiglia continua a lanciare appelli pubblici. Nelle ultime ore la nonna paterna dei ragazzi, Cristina Gandolfi, ha parlato con voce commossa dal campo base di Tarcento.
“Ragazzi, vi prego, tornate. Vi vogliamo bene, non vediamo l’ora di rivedervi”.
Accanto ai familiari sono arrivate anche le operatrici dell’associazione Penelope, che assiste le famiglie delle persone scomparse offrendo supporto psicologico e assistenza nelle ricerche.
Il tempo intanto continua a passare. E il mistero sulla sorte di Sonia Bottacchiari e dei suoi figli resta ancora senza risposta.

