Alberto TrentiniAlberto Trentini

Un segnale politico dal regime venezuelano

Il Venezuela manda un primo, cauto segnale di apertura verso gli Stati Uniti e la comunità internazionale. In una fase di forte instabilità politica, le autorità di Caracas hanno annunciato la liberazione di un “numero importante” di prigionieri politici, inclusi cittadini stranieri. Tra questi figura anche Luigi Gasperin, imprenditore italiano di 77 anni, detenuto da mesi nelle carceri venezuelane.

Una decisione che riaccende le speranze per gli altri connazionali ancora reclusi, a partire da Alberto Trentini, detenuto da oltre 400 giorni, e per Mario Burlò e Biagio Pilieri.

Chi è Luigi Gasperin e perché era detenuto

Gasperin era stato arrestato il 7 agosto 2025 nello Stato di Monagas, con l’accusa di detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo presso gli uffici di una società di cui era socio di maggioranza e presidente. Un’accusa che lo aveva inserito nella lista dei 28 italiani – alcuni con doppia cittadinanza – finiti in carcere per motivi politici, professionali o legati all’espressione di opinioni considerate scomode dal governo Maduro.

La sua liberazione rappresenta il primo rilascio deciso dal nuovo assetto di potere venezuelano dopo il blitz americano contro il leader del regime.

Il ruolo della diplomazia italiana

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è immediatamente attivato, entrando in contatto con l’ambasciatore italiano a Caracas, la rete consolare e rappresentanti della Chiesa e della società civile venezuelana. La Farnesina ha fatto sapere di aver messo in campo «azioni in grado di garantire una soluzione favorevole per ogni singolo detenuto» e di lavorare per accelerare il rilascio degli altri connazionali.

In questi mesi, il dossier venezuelano è stato seguito anche in stretto coordinamento con Washington. Più volte Tajani ha avuto contatti con il segretario di Stato americano Marco Rubio, con gli Stati Uniti impegnati a sostenere la linea italiana.

Le speranze per Trentini, Burlò e Pilieri

A Roma restano puntati i riflettori su Alberto Trentini, cooperante arrestato il 15 novembre 2024 nello Stato di Apure, mentre lavorava per la ong Humanity and Inclusion. Trentini è detenuto senza accuse formali nel carcere di massima sicurezza El Rodeo, a Caracas.

Attesa anche per Mario Burlò, imprenditore torinese partito nel 2024 per esplorare nuove opportunità di lavoro e detenuto da oltre un anno senza motivazioni chiare, e per Biagio Pilieri, giornalista e politico italo-venezuelano arrestato il 28 agosto 2024 per il suo sostegno all’opposizione.

Una fase delicata per il Venezuela

Secondo l’ong Foro Penale, nel Paese restano 863 prigionieri politici, di cui 86 stranieri o con doppia cittadinanza. La liberazione di Gasperin si inserisce in una fase delicata per il chavismo, diviso tra rigurgiti anti-occidentali e tentativi di dialogo con gli Stati Uniti per superare l’uscita di scena di Nicolás Maduro mantenendo una continuità di governo.

Lo stesso Tajani ha sottolineato come la nuova leadership, guidata da Delcy Rodríguez, possa mostrarsi «più flessibile» rispetto al passato. Un segnale che potrebbe aprire la strada a ulteriori rilasci, trasformando la diplomazia degli ostaggi in un terreno di possibile negoziazione.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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