Arrestato il proprietario de Le Constellation: la decisione della Procura del Vallese
Svolta giudiziaria nell’inchiesta sulla tragedia del Constellation di Crans-Montana, il locale in cui la notte di Capodanno hanno perso la vita 40 persone. Al termine di un lungo interrogatorio, la procuratrice Catherine Seppey ha disposto l’arresto di Jacques Moretti, ritenendo sussistenti il rischio di fuga e il possibile inquinamento delle prove. Inizialmente la Procura aveva sostenuto che non sussisteva questo rischio.
La notizia è stata anticipata dall’emittente romanda Léman Bleu e successivamente confermata da BFMTV e dal quotidiano 24heures. L’uomo è stato trasferito in custodia cautelare in attesa della decisione del Tribunale delle Misure Coercitive del Vallese, che dovrà pronunciarsi entro 48 ore.

L’interrogatorio a Sion e la posizione della moglie Jessica Moretti: ‘Voglio scusarmi’
L’interrogatorio dei gestori del Constellation è iniziato alle 8:00 del mattino del 9 gennaio presso la Procura della Repubblica di Sion, ed è avvenuto per la prima volta alla presenza degli avvocati delle vittime.
Se per Jacques Moretti è scattato il fermo, Jessica Moretti, comproprietaria del locale, è invece rimasta in libertà ma avrà l’obbligo del braccialetto elettronico. Successivamente è stato precisato che andrà ai domiciliari. Se fosse confermata la fuga con la cassa per lei scatterebbe anche l’omissione di soccorso.
Uscita dagli uffici della Procura accompagnata dai suoi legali, la donna non si è sottratta alla stampa:
«Sento il peso di questa colpa, non avrei mai potuto immaginare quello che è accaduto. È stata una situazione dolorosissima. I miei pensieri sono sempre rivolti alle vittime e alle persone che stanno combattendo oggi. È successo nel nostro locale e voglio scusarmi», ha dichiarato tra le lacrime.
Le accuse: omicidio colposo e incendio colposo
Jacques e Jessica Moretti sono formalmente indagati per omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. Secondo quanto riportato da 24heures, la richiesta di custodia cautelare nasce dalla valutazione di un potenziale rischio di fuga, nonostante solo pochi giorni fa – il 4 gennaio – la Procura avesse escluso questa misura.
Negli ultimi giorni, diversi legali delle parti civili avevano manifestato sorpresa per la mancata adozione di provvedimenti restrittivi, vista la portata della tragedia.

La dinamica dell’incendio e il bilancio delle vittime
Secondo i primi accertamenti, l’incendio sarebbe stato causato dalle scintille di alcune candele, entrate in contatto con il soffitto del seminterrato del locale. Le fiamme si sono propagate in pochi istanti, intrappolando gli avventori, in gran parte adolescenti e giovani adulti, senza adeguate vie di fuga.
Il bilancio è drammatico: 40 morti, metà dei quali minori, e 116 feriti. Attualmente 83 persone sono ancora ricoverate in Svizzera e nei reparti grandi ustionati di Francia, Italia, Germania e Belgio. La tragedia ha coinvolto cittadini di 19 nazionalità diverse.
La Svizzera si ferma: minuto di silenzio e lutto nazionale
Alle 14 in punto, la Svizzera ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime. Le campane hanno suonato in tutto il Paese, mentre il Consiglio federale ha disposto bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici.
A Berna i mezzi pubblici si sono fermati per 20 secondi con i lampeggianti accesi, le FFS hanno aderito alla commemorazione e Skyguide ha sospeso temporaneamente i decolli dagli aeroporti di Ginevra, Zurigo e Payerne.

