L’inizio del percorso di Lillith Lodge
Lillith Lodge lavora come escort da tre anni e mezzo, o come preferisce definirsi, “lavoratrice a servizio completo”. La sua carriera l’ha portata alla libertà finanziaria, con oltre 43.000 follower su Instagram e 112.000 su TikTok, ma non è stata esente da rischi. Come racconta al Daily Star, soprattutto all’inizio, quando lavorava nei locali e bordelli del Regno Unito, situazioni pericolose erano frequenti.
Libertà di scelta e curiosità insolite
Secondo Lillith, ogni escort ha dei limiti personali su ciò che può o non può fare. Essendo finanziariamente stabile, Lillith può rifiutare richieste che la mettono a disagio e accettare solo lavori in linea con le sue preferenze. «Mi piacciono alcune delle richieste kink», confessa. «È davvero emozionante poter fare qualcosa di insolito».
Tra le esperienze più curiose che ha vissuto, Lillith cita ad esempio clienti che vogliono essere dominati in modi estremi: «Alcune volte ho ricevuto richieste particolari, come ricevere una scoreggia addosso, mentre il cliente vuole essere rimproverato».
Riflettendo sulla sua carriera, Lillith riconosce che, nonostante il successo finanziario e la possibilità di scegliere i clienti, il lavoro sessuale può avere conseguenze personali e professionali: «Se dovessi tornare a un lavoro tradizionale in un ambiente maschile, molti saprebbero chi sono e cosa facevo prima. Ci chiude davvero molte porte… È un lavoro pericoloso».
La differenza tra UK e Australia
Nel Regno Unito, i bordelli sono illegali e, sebbene lo scambio di prestazioni sessuali tra adulti consenzienti sia permesso, molte attività collegate costituiscono reato. In Australia, invece, la regolamentazione varia da stato a stato. In Queensland, dove Lillith lavora oggi, il lavoro sessuale è completamente depenalizzato: questo le consente di avere libertà economica, mutui e protezione legale. «Non possono discriminarmi e posso denunciare qualsiasi comportamento scorretto», spiega.
I campanelli d’allarme per la sicurezza
Nonostante la legalità, il rischio resta alto. Lillith racconta che quando pubblica annunci da “novella” è più facile essere presa di mira da clienti pericolosi. Con l’esperienza, ha imparato a riconoscere i segnali: messaggi troppo lunghi e personali, errori di ortografia, richieste urgenti o aggressive e uso di alcol o sostanze da parte dei clienti. «Se arrivano già ubriachi o sotto l’effetto di droghe, la probabilità di comportamenti violenti aumenta», spiega.
Clienti sposati e comportamenti rispettosi
I clienti sposati, che costituiscono circa la metà del totale, sono spesso i più rispettosi. «Hanno paura che potrei dirlo alla moglie», racconta Lillith, «camminano sulle uova, ma sono attenti e chiedono sempre il permesso prima di fare qualsiasi cosa».
Sono numerosi gli ‘aficionados’ che le fanno regali costosi. “Ho un portafoglio Louis Vuitton. Credo costi sui 1.500 dollari”, aggiunge, rivelando i regali sontuosi che alcuni dei suoi clienti le fanno durante le feste.
“Lo stesso cliente mi ha comprato anche l’orologio che ho al polso, un TAG Heuer. Sulla ricevuta c’era scritto che costava 5.000 dollari”. Qualcuno acquista doni anche per i suoi familiari.
Social media e percezioni sbagliate
Con la crescente popolarità dei contenuti di sex worker sui social, molti giovani percepiscono questo lavoro come un modo facile per guadagnare. Lillith sottolinea che la realtà è molto più complessa: dietro la libertà economica ci sono rischi concreti, attenzione costante alla sicurezza e grande capacità di gestire clienti difficili.

