Perché è stato arrestato Andrea Mountbatten-Windsor?
L’ex duca di York, fratello minore di Carlo III, è stato arrestato dalla polizia britannica nella tenuta reale di Sandringham, nel giorno del suo 66esimo compleanno.
Le accuse riguardano il sospetto reato di abuso d’ufficio, ipotizzando la condivisione di documenti governativi riservati con Jeffrey Epstein quando Andrea ricopriva il ruolo di inviato speciale britannico per il Commercio internazionale.
Secondo quanto riportato dal Daily Mail, il reato contestato nel diritto britannico può comportare anche l’ergastolo. Le indagini includerebbero inoltre un presunto caso di traffico di una donna nel Regno Unito per un incontro sessuale.
Andrew ha sempre negato qualsiasi illecito, definendo in passato la sua relazione con Epstein “un’associazione mal giudicata”.
La reazione a Londra: “Nessuno è al di sopra della legge”
La notizia ha suscitato reazioni forti tra i passanti a Londra.
Emma Carter, avvocato londinese, ha dichiarato all’Afp:
«Sono contenta. Se lo merita. Penso che avrebbe dovuto essere arrestato molto tempo fa. Ha abusato della sua posizione. È la cosa giusta per le vittime».
Daniel Barnes II, studente statunitense in visita, ha aggiunto:
«Voglio che tutti quelli coinvolti con Epstein vengano arrestati. Tutti quelli che hanno fatto qualcosa di illegale o immorale devono essere processati».
Jennifer Tiso, data analyst residente a Londra, ha sottolineato:
«Non si può essere al di sopra della legge solo perché si appartiene alla famiglia reale. Chi commette questo tipo di reati deve essere punito».
Un sentimento diffuso emerge con chiarezza: la richiesta di uguaglianza davanti alla legge, anche ai livelli più alti del potere istituzionale.
Il legame con il caso Virginia Giuffre
Le accuse attuali sono formalmente separate da quelle avanzate da Virginia Giuffre, che aveva accusato Andrew di abusi sessuali quando era adolescente, nelle proprietà di Epstein.
Nel 2022 l’ex principe aveva raggiunto un accordo extragiudiziale negli Stati Uniti, pagando una somma milionaria senza ammettere responsabilità.
La famiglia di Giuffre ha commentato l’arresto con parole nette:
«Nessuno è al di sopra della legge, nemmeno i membri della famiglia reale».
La posizione di Re Carlo III
Re Carlo III ha dichiarato di aver appreso le accuse “con la più profonda preoccupazione” e che “la legge deve fare il suo corso”.
Andrew può essere trattenuto fino a 24 ore, prorogabili fino a 96, prima di un’eventuale incriminazione formale da parte del Crown Prosecution Service.
Negli ultimi anni il sovrano aveva già preso le distanze dal fratello: revoca dei patronati reali, dei titoli militari e dell’appellativo di “Sua Altezza Reale”. Più recentemente, secondo fonti di stampa, gli sarebbe stato revocato anche il titolo di principe.
Da figlio prediletto a paria pubblico
Nato a Buckingham Palace il 19 febbraio 1960, Andrew Albert Christian Edward Mountbatten-Windsor fu il primo figlio nato a un monarca regnante britannico da oltre un secolo.
Secondo nella linea di successione alla nascita, frequentò Gordonstoun in Scozia e poi l’accademia navale di Dartmouth. Servì nella Royal Navy come pilota di elicotteri durante la guerra delle Falkland del 1982 a bordo della HMS Invincible.
Negli anni successivi assunse incarichi ufficiali, in particolare come inviato commerciale del Regno Unito. La stampa lo soprannominò “Air Miles Andy” per il suo stile di vita internazionale.
La lunga amicizia con Epstein, condannato nel 2008 per reati sessuali su minori, segnò una svolta irreversibile. Dopo la controversa intervista rilasciata alla BBC nel 2019, la sua posizione divenne insostenibile all’interno della monarchia.
L’arresto rappresenta ora un punto ancora più basso nella sua parabola pubblica.
Cosa succede ora?
L’eventuale incriminazione dipenderà dalla valutazione delle prove raccolte. Le accuse di abuso d’ufficio legate alla presunta condivisione di informazioni sensibili segnano un cambio di piano rispetto alle precedenti vicende civili.
Se confermate, aprirebbero uno scenario senza precedenti per un membro senior della famiglia reale britannica.
Per l’opinione pubblica, la questione va oltre il destino personale dell’ex duca: riguarda il principio cardine dello Stato di diritto.
E come hanno ripetuto in molti per le strade di Londra, il messaggio è uno solo: nessuno dovrebbe essere intoccabile.

