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Jutta Leerdam oro olimpico: guadagni milionari tra sponsor, social e marketing

C’è chi vince una medaglia e torna nell’ombra. E poi c’è Jutta Leerdam. A Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 l’olandese non si è limitata a pattinare: ha scolpito il proprio nome nel ghiaccio e nel business globale.

Oro nei 1.000 metri con record olimpico, argento in un’altra specialità. Ma soprattutto una proiezione economica che fa girare la testa: secondo gli analisti, i guadagni di Jutta Leerdam alle Olimpiadi potrebbero toccare quota 8-10 milioni di sterline l’anno (oltre 10 milioni di euro), almeno nei cicli olimpici di punta.

Altro che semplice atleta: qui siamo davanti a un brand.


Quanto può guadagnare Jutta Leerdam dopo Milano-Cortina?

La domanda è semplice, la risposta è vertiginosa. Il professor Rob Wilson, esperto di economia dello sport, parla di un potenziale tra 8 e 10 milioni di sterline annui. Una cifra che, pur lontana dai colossi della Premier League, colloca Leerdam nell’élite commerciale dello sport invernale.

Il mix è perfetto: successo sportivo + engagement digitale + appeal internazionale. Con oltre 6,3 milioni di follower su Instagram, l’olandese trasforma ogni post in un evento. Il contenuto pubblicato il giorno dopo l’oro ha superato il milione di like. Numeri da popstar, non da pattinatrice.

E poi c’è l’episodio che ha fatto discutere: la breve esibizione del reggiseno sportivo Nike dopo la vittoria. Secondo indiscrezioni, quel gesto – studiato o spontaneo che fosse – potrebbe averle fruttato fino a un milione di dollari in visibilità e ritorno economico.

Tra gli sponsor figurano colossi come Nike, SKIMS e Red Bull. Non marchi qualsiasi, ma aziende che investono solo su figure globali.


Quanto conta Jake Paul nei guadagni di Jutta Leerdam

Il nome che amplifica tutto è quello di Jake Paul, lo YouTuber diventato pugile e imprenditore, compagno della campionessa. La loro relazione è un acceleratore mediatico, ma – precisano gli esperti – non è il motore principale del valore di Leerdam.

«La sua proposta di valore è indipendente da Jake Paul», sottolineano gli analisti. Prima viene la performance. Poi arriva il resto.

Certo, l’effetto coppia funziona. È il modello già visto con Taylor Swift e Travis Kelce o, andando indietro nel tempo, con David Beckham e Victoria Beckham. Quando sport e spettacolo si fondono, il risultato è una macchina commerciale potentissima.

Paul, tra l’altro, sta producendo un documentario sul percorso olimpico di Leerdam. Storytelling, backstage, emozioni: il pacchetto è completo.


Perché Jutta Leerdam è la vera star di Milano-Cortina?

Le Olimpiadi creano icone. Non si programmano: emergono. E a Milano-Cortina il volto è stato il suo. Carisma, bellezza, disciplina, una narrazione social coerente e mai improvvisata.

Il suo racconto online non nasce ieri: allenamenti, sacrifici, vita quotidiana. Una costruzione lenta, radicata. È questo che i brand cercano: autenticità percepita, performance certificata, pubblico trasversale.

Gli sport invernali raramente producono superstar globali comparabili a quelle estive. Ma Leerdam sembra aver rotto lo schema. La fiducia di Nike è un segnale strategico: il colosso americano non scommette su fenomeni passeggeri.


Jutta Leerdam: moda, lusso e benessere nel futuro

Il vero salto potrebbe arrivare fuori dallo sport tecnico. Beauty, wellness, luxury. Segmenti dove i margini sono enormi e l’immagine è tutto. Se Leerdam riuscirà a diversificare, il tetto dei 10 milioni potrebbe diventare solo un punto di partenza.

Milano-Cortina le ha dato l’oro. Il mercato globale potrebbe darle molto di più.

Sul ghiaccio ha battuto un record. Fuori dal ghiaccio, sta riscrivendo le regole del business olimpico. E questa, forse, è la medaglia più pesante di tutte.

Di Renato Valdescala

Esperienza nello sport e nella cronaca locale con quotidiani salernitani dal 1990. Con il tempo si è dedicato alla cronaca estera analizzando i fatti di maggiore rilievo con spirito critico e irriverente. Si occupa anche di approfondimenti di cronaca nazionale.

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