Dara trionfa all'EurovisionDara trionfa all'Eurovision

La Bulgaria trionfa a sorpresa con “Bangaranga”: quinto posto per l’Italia dopo una finale piena di polemiche

Si vola a Sofia nel 2027. L’Eurovision Song Contest 2026 si chiude con una vittoria che in pochi avevano previsto. A conquistare la 70esima edizione della manifestazione è stata la Bulgaria grazie a Dara, artista pop classe 1998 che con il brano Bangaranga ha portato il suo Paese sul gradino più alto dell’Eurovision per la prima volta nella storia.

Una finale che però verrà ricordata anche per il clima tesissimo attorno a Israele, arrivato secondo tra fischi e contestazioni dopo giorni di polemiche internazionali.

Intanto l’Italia può sorridere con il quinto posto di Sal Da Vinci, protagonista di una delle performance più applaudite della serata.

Chi è Dara, la nuova stella pop della Bulgaria

Dara, nome d’arte di Darina Nikolaeva Yotova, è nata nel 1998 a Varna, nella Bulgaria orientale, e negli ultimi anni è diventata uno dei volti più popolari della musica pop bulgara.

Il grande pubblico l’ha conosciuta nel 2015 grazie a X Factor Bulgaria, dove si classificò terza. Da quel momento la sua carriera è cresciuta rapidamente fino a trasformarla in una delle artiste più ascoltate del Paese.

Negli anni ha conquistato le classifiche con brani come Thunder, Call Me e Mr. Rover, diventando anche coach di The Voice of Bulgaria.

Il suo stile musicale mescola pop elettronico, influenze balcaniche e sonorità internazionali, mentre il brano portato all’Eurovision, Bangaranga — tradotto “Caos” — è stato presentato come un inno alla libertà personale e alla ribellione.

Una vittoria storica per la Bulgaria

Per la Bulgaria si tratta di un successo storico.

Il Paese partecipava all’Eurovision dal 2005 ma non era mai riuscito a vincere la competizione. Il miglior risultato precedente restava il secondo posto ottenuto nel 2017 da Kristian Kostov.

La vittoria di Dara assume quindi un significato enorme anche per il pubblico bulgaro, soprattutto dopo anni complicati fatti di esclusioni e pause dalla manifestazione.

Fischi e tensione durante la finale per Israele

A dominare il dibattito della serata sono state anche le polemiche legate alla partecipazione di Israele.

Noam Bettan, in gara con Michelle, ha ottenuto un risultato clamoroso al televoto, chiudendo al secondo posto finale. L’artista è stato spinto anche dal voto italiano che ha manifestato consensi per il suo brano ed ancor più per quello della Moldavia (la giuria tricolore si è invece espressa per il Belgio). Ma durante l’assegnazione dei voti non sono mancati fischi e contestazioni da parte di una parte del pubblico presente alla Wiener Stadthalle di Vienna.

Nei giorni precedenti alla finale, alcuni Paesi avevano apertamente criticato la partecipazione israeliana, mentre sul web il dibattito aveva assunto toni sempre più accesi.

Sal Da Vinci chiude quinto e sfiora il podio

Per l’Italia arriva comunque una conferma importante.

Sal Da Vinci ha chiuso al quinto posto con Per sempre sì, migliorando la propria posizione dopo il voto del pubblico europeo.

Dopo le giurie era sesto, ma il televoto gli ha permesso di avvicinarsi ulteriormente al podio, chiudendo a poca distanza dalla Romania. La sua esibizione, accompagnata da una standing ovation e dalla forte emozione finale del cantante napoletano, è stata una delle più commentate della serata anche sui social.

E proprio il percorso internazionale del brano, già esploso nelle ultime settimane fuori dall’Italia, conferma come Sal Da Vinci sia diventato uno dei fenomeni musicali italiani più sorprendenti di questa edizione dell’Eurovision. L’artista napoletano ha così eguagliato Lucio Corsi. Il miglior piazzamento dopo il trionfo dei Maneskin resta il 4° posto di Mengoni.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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