L’assoluzione e il ritorno in tv dopo mesi di accuse
Clizia Incorvaia torna a parlare pubblicamente dopo il proscioglimento dalle accuse mosse dall’ex marito Francesco Sarcina, che l’aveva denunciata sostenendo che pubblicasse immagini della loro figlia Nina, oggi decenne, con finalità di lucro. Ospite di Verissimo, l’influencer e attrice racconta il peso di una vicenda giudiziaria che, al di là dell’esito, ha lasciato segni profondi sul piano personale e genitoriale.
«Questa sentenza mi ha restituito dignità come madre», afferma Incorvaia, 45 anni. «Ho sempre protetto mia figlia, l’ho sempre preservata. Ma quell’accusa aveva gettato un’ombra sulla mia figura di genitore». Un’ombra che, spiega, è stata amplificata dall’esposizione mediatica e da una narrazione che ha spesso travalicato i fatti.
Il rapporto con Sarcina oggi: “Freddo e distaccato”
Il rapporto con il frontman de Le Vibrazioni resta segnato. «Oggi è freddo, distaccato», racconta Incorvaia, ripercorrendo una relazione definita «non sana». «Per molto tempo ho pensato di potermi accontentare. Quando però è venuto meno il rispetto per la mia persona, ho capito che dovevo prendere le distanze».
Nel corso dell’intervista emergono episodi di forte tensione. Incorvaia racconta che, dopo un litigio, Sarcina le avrebbe bruciato decine di paia di scarpe, al punto da rendere necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco. «Non denunciai per proteggere Nina», spiega. Alla domanda diretta di Silvia Toffanin su eventuali violenze fisiche, però, l’influencer sceglie il silenzio: «Preferisco omettere. Continuo a voler preservare mia figlia».
Le accuse di tradimento e la difesa della propria libertà
Durante la separazione, Sarcina aveva accusato Incorvaia di un presunto tradimento con Riccardo Scamarcio. Un’accusa che lei respinge con decisione. «Eravamo separati. Ero una donna separata e potevo fare tutto quello che volevo». Ribadisce di non aver mai tradito l’ex marito durante il matrimonio: «Ho una visione troppo bella dell’amore per prendere vie sotterranee».
Incorvaia parla anche di una vera e propria persecuzione mediatica seguita alla fine della relazione. «Per mesi sono stata etichettata, insultata, giudicata. Una donna libera non dovrebbe mai portarsi addosso una lettera scarlatta».
La battaglia legale non è finita: nuova udienza a marzo
L’assoluzione non chiude però il contenzioso giudiziario. A marzo è prevista una nuova udienza per ridefinire la gestione della figlia Nina. «Oggi provvedo io alla scuola privata e anche ai weekend che passa con il padre», spiega Incorvaia. Il giudice aveva stabilito una ripartizione delle spese e degli spostamenti, ma secondo l’influencer l’accordo non sarebbe stato rispettato.
«Mi trovo sempre io a portare Nina a Milano. Di weekend a Roma ne ha fatto uno solo in cinque anni». Una situazione che, racconta, ha avuto anche conseguenze fisiche. «Tre anni fa ho avuto un aborto in treno, mentre accompagnavo mia figlia dal padre. Ero sotto uno stress enorme».
Il ricordo di Eleonora Giorgi
Sul finale, Incorvaia ricorda con affetto Eleonora Giorgi, sua ex suocera. «Aveva una stima pazzesca di me. Non ho mai avuto una mamma che mi dicesse parole dolci. Oggi mi direbbe che è soddisfatta della famiglia che ho creato».
Una chiusura intima, che riporta il racconto al centro di tutto: una madre, una figlia e una battaglia che, al di là delle aule di tribunale, continua nel nome di Nina.

