L’amministratore delegato della Rai commenta il passaggio del conduttore a Mediaset
È botta e risposta tra l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi e il giornalista Milo Infante, prossimo al passaggio a Mediaset. A far scattare la replica del conduttore sono state le dichiarazioni rilasciate da Rossi durante AdnTalks, nelle quali ha sostenuto che la Rai abbia sempre garantito «protezione e tutela» a Infante anche nei periodi più difficili della sua carriera. Parole alle quali il giornalista ha risposto ricordando le quattro sentenze che hanno condannato la Rai per dequalificazione professionale.
Giampaolo Rossi: «La Rai lo ha sempre tutelato»
Intervistato dal direttore dell’Adnkronos Davide Desario nel corso di AdnTalks, l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi ha innanzitutto rivolto un augurio a Milo Infante per il nuovo incarico.
«Personalmente sono legato a Milo Infante da rapporti di stima e amicizia e mi auguro per lui il massimo successo a Mediaset», ha dichiarato.
Rossi ha però aggiunto di essere rimasto sorpreso da alcune dichiarazioni rilasciate dal conduttore nei giorni scorsi.
«Sono rimasto spiacevolmente colpito dalla sua intervista nei confronti della Rai e dei colleghi. Quando ci si avvia da un’altra parte non si dovrebbe parlare male di un’azienda che ti ha tutelato. A Milo Infante la Rai ha garantito protezione e tutela anche nei periodi in cui non era in auge. Il valore di questa azienda dovrebbe essere sempre riconosciuto».
L’amministratore delegato ha poi ricordato come il mercato televisivo sia oggi particolarmente competitivo.
«Esiste un mercato della televisione molto vivo. Gli aspetti economici sono importanti, ci sono soggetti molto più ricchi della Rai, ma la nostra azienda continua ad avere un patrimonio straordinario di talenti e professionisti».
La battuta su “Ore 14” che diventa “Ore 11”
Nel corso dell’intervista non è mancata anche una battuta sul nuovo programma che Milo Infante condurrà a Mediaset.
Con tono ironico, Rossi ha osservato:
«Fa un po’ ridere che “Ore 14” diventi “Ore 11”, ma fa parte delle sfide».
Una frase pronunciata con leggerezza, ma destinata comunque ad alimentare il dibattito sul passaggio del giornalista dalla tv pubblica al Biscione.
La replica di Milo Infante: «Nessun attacco alla Rai»
La risposta del conduttore non si è fatta attendere.
Interpellato da LaPresse, Milo Infante ha respinto l’idea di aver attaccato la Rai.
«Nessun attacco alla Rai, azienda alla quale ho sempre riconosciuto di avermi dato molto e alla quale credo di aver restituito, sapendo anche ricominciare da zero».
Infante ha poi ribadito di nutrire stima personale nei confronti dell’attuale amministratore delegato, ma ha contestato un passaggio delle sue dichiarazioni.
«Confermo l’affetto e la stima per l’Ad Giampaolo Rossi, ma resto sorpreso quando afferma che sarei stato protetto e tutelato nei momenti in cui non ero in auge».
Il riferimento alle sentenze contro la Rai
Nella parte più netta della replica, il giornalista ha ricordato la lunga vicenda giudiziaria che lo ha visto contrapposto alla Rai.
«Non credo possa riferirsi al periodo 2012-2015 e alle quattro sentenze che hanno condannato la Rai per dequalificazione professionale nei miei confronti. In questo caso la mia riconoscenza va esclusivamente al Tribunale di Milano e all’avvocato Maurizio Borali».
Con queste parole, Infante ha richiamato uno dei capitoli più delicati della sua carriera, sottolineando come la propria ricostruzione dei fatti sia diversa da quella espressa dall’amministratore delegato.
Il confronto tra i due si inserisce in una fase di importanti cambiamenti nel panorama televisivo italiano. Da una parte la Rai rivendica il proprio ruolo nella crescita professionale dei suoi volti storici, dall’altra Infante si prepara a iniziare una nuova avventura a Mediaset, senza rinunciare a chiarire alcuni passaggi del suo rapporto con l’azienda pubblica.

