Luigia FortunatoLuigia Fortunato

I primi accertamenti sul corpo della 33enne di Cerignola confermano la brutalità del delitto di Loreto

Sono i primi risultati dell’autopsia a restituire un quadro ancora più drammatico dell’omicidio di Luigia Fortunato, la donna di 33 anni, originaria di Cerignola (Foggia), uccisa nella sua abitazione di via Bramante a Loreto. L’esame autoptico, eseguito nella mattinata di oggi dal medico legale Angelo Montana, avrebbe evidenziato circa 50 coltellate, confermando la particolare violenza dell’aggressione.

L’incarico è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Ancona, che coordina l’inchiesta attraverso il pubblico ministero Rosario Lioniello. La relazione definitiva non è stata ancora depositata, ma dai primi riscontri emergerebbe anche un altro elemento significativo: la vittima avrebbe tentato di difendersi, riportando ferite agli avambracci, ritenute compatibili con un estremo tentativo di proteggersi dai fendenti.

L’autopsia: la donna avrebbe cercato di difendersi

Gli accertamenti medico-legali dovranno stabilire con precisione quali siano stati i colpi mortali e la loro distribuzione sul corpo della vittima.

Secondo quanto emerso nelle prime ore successive all’esame autoptico, la 33enne avrebbe riportato circa cinquanta ferite da arma da taglio, un dato che testimonia la particolare efferatezza dell’aggressione.

Le lesioni riscontrate sugli avambracci rappresentano uno degli elementi più rilevanti emersi dall’autopsia e rafforzano l’ipotesi che Luigia Fortunato abbia cercato di opporsi all’aggressore prima di essere sopraffatta.

Il delitto durante una lite in casa

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il delitto si è consumato giovedì sera, intorno alle 22, all’interno dell’abitazione della coppia a Loreto.

La vittima sarebbe stata aggredita dal marito, Sami Khemais, 39 anni, cittadino tunisino, al culmine di un violento litigio.

Al momento dei fatti non era presente il figlio della coppia, un bambino di 7 anni che si trovava a casa della nonna materna, circostanza che avrebbe evitato al piccolo di assistere alla tragedia.

Dopo l’omicidio, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 39enne sarebbe uscito dall’abitazione con gli abiti ancora sporchi di sangue per poi raggiungere i militari dell’Arma e costituirsi.

L’inchiesta della Procura e la versione dell’indagato

L’uomo si trova ora detenuto nel carcere di Montacuto, ad Ancona, dove è stato raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare.

Nei suoi confronti la Procura contesta il reato di omicidio volontario pluriaggravato, aggravato dall’utilizzo dell’arma e dal rapporto coniugale con la vittima.

Davanti al pubblico ministero, assistito dal proprio difensore Simone Matraxia, l’indagato ha fornito la sua versione dei fatti. Ha sostenuto che sarebbe stata inizialmente la moglie a minacciarlo con un coltello e che, dopo averla disarmata, l’avrebbe colpita mortalmente.

Si tratta di una ricostruzione che sarà ora verificata dagli investigatori attraverso gli accertamenti tecnici, le consulenze medico-legali e tutti gli elementi raccolti nel corso delle indagini.

Allo stato attuale, non è stata contestata l’aggravante del femminicidio.

Loreto si prepara a ricordare Luigia Fortunato

La morte della giovane ha profondamente colpito la comunità di Loreto, che nelle prossime ore renderà omaggio alla 33enne.

Il sindaco Moreno Pieroni ha annunciato che il Comune proclamerà il lutto cittadino nel giorno dei funerali, la cui data non è stata ancora fissata.

L’amministrazione comunale ha inoltre promosso una fiaccolata che partirà da via Bramante, luogo della tragedia, per raggiungere la Basilica della Santa Casa, uno dei luoghi simbolo della città. L’iniziativa dovrebbe svolgersi tra venerdì e lunedì prossimo.

Mentre la comunità si stringe attorno ai familiari della vittima, proseguono le indagini della Procura di Ancona per ricostruire con precisione ogni fase del delitto e chiarire definitivamente la dinamica di quanto accaduto nella serata di giovedì.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *