Frederik Van Stegeren è morto a Monopoli a 76 anni
È morto a 76 anni Federico l’Olandese Volante, una delle voci più riconoscibili e amate della radio italiana. Frederik Van Stegeren, conosciuto dal grande pubblico semplicemente come Federico, si è spento a Monopoli, in Puglia, dopo il ricovero in terapia intensiva. Una notizia che ha attraversato rapidamente il mondo della radio, lasciando un vuoto tra colleghi, ascoltatori e protagonisti di una stagione irripetibile dell’emittenza italiana.
Poche ore prima dell’annuncio del decesso, era stato Fernando Proce, suo collega per molti anni a RTL 102.5, a comunicare sui social il ricovero. Poi la notizia della morte e il cordoglio di un intero ambiente che aveva avuto in Federico uno dei suoi protagonisti più originali.
Dalle radio offshore a Radio Monte Carlo
La storia di Federico l’Olandese Volante comincia lontano dall’Italia. Nato a Deventer, nei Paesi Bassi, il 19 aprile 1950, da genitori olandesi, trascorse però buona parte della sua infanzia in Italia, soprattutto sul lago di Garda.
Il primo contatto con il mondo dello spettacolo arrivò giovanissimo. Nel 1967, a Riva del Garda, salì sul palco come presentatore per l’elezione di Miss Lago di Garda.
Ma sarebbe stata la radio a diventare la sua vera casa.
Prima ancora dell’esperienza italiana, Federico aveva conosciuto il mondo delle radio offshore del Mare del Nord, quelle emittenti che trasmettevano dalle acque internazionali sfidando i monopoli radiofonici dell’epoca. Tra queste c’era Radio Veronica, un universo che il futuro conduttore avrebbe poi raccontato anche nei suoi libri.
La svolta arrivò nel 1972, quando Noel Coutisson, fondatore di Radio Monte Carlo, lo chiamò a Monaco. Qui Federico entrò nell’équipe di RMC e, sotto la guida dello stesso Coutisson e di Herbert Pagani, diede vita al Federico Show.
Fu proprio Coutisson a dargli il soprannome con cui sarebbe diventato famoso: l’Olandese Volante.
Da RMC alla rivoluzione delle radio libere
La sua carriera attraversò alcuni dei passaggi fondamentali della radiofonia italiana. Nel 1977 approdò a Rai Radio2, dove condusse A tutte le radioline insieme a Herbert Pagani e Riccardo Heinen.
L’anno successivo arrivò a Milano, chiamato dall’editore Alberto Hazan, contribuendo alla strutturazione di Radio 105. Per dodici anni fu una delle voci del pomeriggio dell’emittente, accompagnando la crescita della radio privata in una fase di profonda trasformazione.
Era una voce possente, riconoscibile al primo ascolto, ma anche un dj con una grande conoscenza della musica e in particolare del rock.
Quegli anni sono rimasti nella memoria di molti protagonisti della radio. Carlo Conti ha ricordato Federico come parte della «straordinaria colonna sonora di quegli anni», mentre Linus ha sottolineato quanto, per i ragazzi degli anni Settanta, una radio in AM avesse qualcosa di esotico e quasi ipnotico.
Il successo di «Wojtyla Disco Dance» e la televisione
Federico non fu soltanto un conduttore radiofonico. Fu anche dj, produttore discografico e autore musicale.
Nel 1979 arrivò uno dei suoi successi più curiosi e conosciuti: Wojtyla Disco Dance, dedicato al neoeletto Papa Giovanni Paolo II. Il brano raggiunse le prime posizioni delle classifiche italiane e ottenne riscontri anche in Spagna e Sud America.
Nel 1983 arrivò invece la televisione con Popcorn, mentre nello stesso periodo Federico partecipò al progetto musicale Band of Jocks, il supergruppo composto da dj, con il quale pubblicò Let’s All Dance.
The Flight, il ritorno e gli ultimi anni
Un altro capitolo fondamentale della sua carriera fu quello a RTL 102.5, dove diede vita a The Flight, programma pomeridiano destinato a diventare uno dei suoi marchi di fabbrica. Per sedici anni rimase alla guida della trasmissione, consolidando ulteriormente il rapporto con il pubblico.
Negli anni successivi passò anche da altre importanti realtà radiofoniche, tra cui R101, fino ad approdare a Radio Norba, emittente pugliese nella quale è rimasto dal 2015 alla fine del 2024.
Nel dicembre di due anni fa aveva annunciato il trasferimento ad Hammamet, in Tunisia, senza però interrompere definitivamente il rapporto con il mondo della radio. Nel 2025 era infatti tornato a sorpresa a RTL 102.5, proprio a The Flight, oltre a partecipare ad approfondimenti su Radiofreccia.
«La tua voce continuerà ad accompagnarci»
Federico aveva raccontato la propria straordinaria avventura anche attraverso i libri dedicati agli anni delle radio libere. Nel volume Il Principato – Storie di radio e rock’n’roll aveva ripercorso il viaggio dalle emittenti offshore del Mare del Nord alla Radio Monte Carlo degli anni Settanta, ricordando anche il ruolo di Herbert Pagani nella sua formazione.
Ora sono i familiari a ricordarlo con parole che raccontano soprattutto l’uomo oltre il personaggio.
«The show must go on», hanno scritto su Facebook annunciando la veglia al cimitero di Conversano, prevista oggi dalle 15 alle 17.30 e domani dalle 8 alle 12. La cerimonia funebre, ancora da definire, si svolgerà a Milano la prossima settimana.
I figli hanno descritto il padre come un uomo dallo spirito indipendente, difficile da imbrigliare, che aveva fatto della libertà il proprio modo di essere.
«Per noi è stato semplicemente nostro papà: unico, inimitabile, impossibile da racchiudere in poche righe», hanno scritto. E poi quella frase che sembra quasi una chiusura perfetta per la storia di una voce vissuta per decenni dentro le radio: «La tua voce continuerà ad accompagnarci, ovunque».

