L’attrice di Cruel Intentions avrebbe colpito due dipendenti durante il viaggio da Los Angeles a New York
Un volo da Los Angeles a New York, momenti di tensione a bordo e un intervento delle autorità all’arrivo. Selma Blair è finita al centro di un caso giudiziario negli Stati Uniti, dopo un episodio avvenuto su un aereo della Delta Air Lines nel quale, secondo quanto riportato dai media americani, avrebbe aggredito due membri dell’equipaggio, arrivando a colpirli e a morderli. La vicenda è ora al vaglio degli investigatori federali, mentre la difesa dell’attrice riconduce il comportamento contestato a un’emergenza medica.
Secondo le ricostruzioni diffuse da testate statunitensi come TMZ e CBS, l’episodio si sarebbe verificato durante il volo diretto a New York. All’atterraggio, intorno alle 23 ora locale, Blair sarebbe stata fermata dalla polizia all’aeroporto internazionale John F. Kennedy. Una fonte giudiziaria federale ha riferito che l’FBI le ha notificato una comparizione per due capi d’accusa di aggressione.
Le circostanze esatte dell’accaduto, comprese le contestazioni relative a un presunto tentativo di aprire il portellone dell’aereo riportate da altri media, dovranno essere chiarite dagli accertamenti. Non tutte le informazioni circolate nelle prime ore hanno trovato una conferma ufficiale.
La versione della portavoce: «Un’emergenza medica»
A fornire una prima spiegazione è stata la rappresentante dell’attrice, che in una dichiarazione ha sostenuto come Blair sia stata colpita da «un’emergenza medica» capace di provocare il comportamento contestato.
Secondo la portavoce, dopo l’arrivo a New York l’attrice ha ricevuto immediatamente assistenza sanitaria e le sue condizioni sono state descritte come stabili. Anche alcune persone coinvolte nell’episodio sarebbero state accompagnate in ospedale per accertamenti.
La compagnia Delta Air Lines non ha fornito una ricostruzione dettagliata dei fatti né informazioni specifiche sulle condizioni dei propri dipendenti. Ha però ribadito la propria posizione contro comportamenti molesti o illegali, sottolineando che la sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio rappresenta una priorità.
Gli accertamenti dopo l’arrivo a New York
La vicenda potrebbe avere sviluppi anche sul piano giudiziario locale. Secondo quanto riferito dai media americani, dopo il fermo in aeroporto Blair avrebbe avuto ulteriori momenti di tensione con un agente di polizia e un’infermiera. Questi episodi potrebbero essere oggetto di ulteriori valutazioni da parte delle autorità dello Stato di New York.
La procura del Queens, interpellata sulla vicenda, ha dichiarato di non avere informazioni da comunicare nell’immediato. L’indagine federale è in corso e sarà necessario attendere gli sviluppi ufficiali per definire con precisione le contestazioni e gli eventuali provvedimenti.
È quindi importante distinguere le accuse riportate dalle fonti giornalistiche dai fatti che saranno eventualmente accertati in sede giudiziaria. La spiegazione fornita dalla rappresentante dell’attrice, che richiama una possibile emergenza sanitaria, costituisce al momento la posizione della sua parte.
Il precedente del 2016: la crisi durante un altro volo
La notizia ha riportato alla memoria un episodio avvenuto nel 2016, quando Blair si sentì male durante un volo Delta da Cancún a Los Angeles. In quell’occasione fu fatta scendere dall’aereo su una barella e successivamente ricoverata in ospedale.
In seguito, l’attrice raccontò a Vanity Fair di aver mescolato alcol e farmaci, spiegando che quella combinazione le aveva fatto perdere i sensi e l’aveva portata a dire e fare cose di cui si era pentita. Un precedente che ha assunto nuovo rilievo dopo quanto accaduto sul volo diretto a New York, senza che questo permetta, però, di stabilire un collegamento medico tra i due episodi.
Blair ha parlato pubblicamente anche della propria esperienza con la sclerosi multipla, malattia con cui convive da anni. Le informazioni disponibili non consentono tuttavia di attribuire automaticamente a questa patologia l’emergenza segnalata dalla sua portavoce.
Da Cruel Intentions a Hellboy: la carriera dell’attrice
Nata nel 1972, Selma Blair ha raggiunto la notorietà internazionale alla fine degli anni Novanta grazie a Cruel Intentions (1999), film ispirato al romanzo Le relazioni pericolose di Pierre Choderlos de Laclos. In seguito ha recitato nella commedia La cosa più dolce… (2002), accanto a Cameron Diaz e Christina Applegate, e in Hellboy (2004), diretto da Guillermo del Toro.
Nel corso degli anni ha continuato a lavorare tra cinema e televisione, affiancando alla carriera artistica anche la testimonianza pubblica sulla propria condizione di salute.
Nelle memorie pubblicate nel 2022, Blair aveva inoltre raccontato episodi della sua vita legati al consumo di alcol e a comportamenti impulsivi, citando anche occasioni in cui aveva morso altre persone. Elementi del suo passato che non sostituiscono, però, gli accertamenti necessari sul caso attuale.
La vicenda del volo Delta resta dunque aperta: da una parte le accuse relative a quanto sarebbe accaduto a bordo, dall’altra la spiegazione della portavoce, che parla di un’emergenza medica. Saranno le autorità a chiarire la dinamica e le eventuali responsabilità.

