Stefano De Martino a Sanremo 2027? L’investitura in diretta da Carlo Conti accende l’Ariston
La parola chiave che rimbalza tra corridoi, camerini e sala stampa è una sola: Stefano De Martino Sanremo 2027. Non è solo un’ipotesi, è un’onda lunga che da settimane monta e ora potrebbe infrangersi in diretta, sotto i riflettori più potenti della televisione italiana.
All’Festival di Sanremo non si parla soltanto di vincitori e classifiche. L’attenzione si è spostata altrove: sul futuro della conduzione. E la finale potrebbe trasformarsi nel teatro di un passaggio di consegne destinato a cambiare gli equilibri della Rai.
Stefano De Martino nuovo conduttore di Sanremo? Cosa sappiamo davvero
I rumors sono diventati sempre più insistenti: Stefano De Martino sarebbe atteso all’Ariston per un’investitura simbolica da parte di Carlo Conti. Non un’apparizione casuale, ma un gesto calibrato, studiato, quasi rituale.
A far esplodere l’hype è stato lo stesso Conti, che in sala stampa ha lasciato cadere una frase destinata a incendiare le agenzie: “Potrei rimanere io… Ho avuto l’autorizzazione dei vertici Rai a poterlo dire solo stasera. Lo diremo stasera, ma non troppo tardi”. Parole che sembrano un depistaggio perfetto o, al contrario, il preludio a un colpo di scena.
Più che sul palco, lo scambio potrebbe avvenire in platea, tra applausi e telecamere pronte a catturare ogni espressione. Ma fino all’ultimo nulla è escluso. Il Festival, si sa, vive di sorprese e teatro.
Perché si parla di passaggio di consegne tra Carlo Conti e De Martino?
Finora Conti ha sempre parlato di chiusura di un ciclo. Nessuna intenzione di restare solo come direttore artistico, nessuna ambiguità pubblica. Eppure, qualcosa si muove.
Il primo a lanciare l’indiscrezione è stato Giuseppe Candela su Dagospia, parlando apertamente di staffetta. In queste ore si è aggiunto un dettaglio politico-editoriale non secondario: Fratelli d’Italia sarebbe in pressing per un nuovo assetto che vedrebbe De Martino conduttore e direttore artistico, con Ferraguzzo alla direzione musicale.
Secondo quanto riportato da Adnkronos, la presenza del volto di Affari Tuoi in finale sarebbe concreta. Se così fosse, lo scenario più plausibile non sarebbe un ripensamento di Conti, ma un passaggio di testimone in vista del 2027.
Una mossa strategica. Un atto pubblico per blindare il futuro.
Stefano De Martino direttore artistico e conduttore: scelta strategica per la Rai
Il nome di De Martino non è più soltanto quello dell’ex ballerino diventato showman. È il volto quotidiano di Affari Tuoi, programma che ha consolidato ascolti e fidelizzazione trasversale.
La sua stagione televisiva è stata solida, quasi chirurgica. Ritmo, ironia, gestione del pubblico, controllo dei tempi televisivi: elementi che fanno di lui un candidato credibile per la doppia sfida di conduttore e direttore artistico.
Sanremo, oggi, è molto più di un festival musicale. È una piattaforma narrativa, politica, culturale. Serve una figura capace di parlare ai giovani senza perdere il pubblico tradizionale. De Martino incarna proprio questo equilibrio: popolare ma istituzionale, leggero ma non superficiale.
La Rai, in una fase di ridefinizione strategica, potrebbe aver individuato in lui l’uomo della continuità nel cambiamento.
Cosa potrebbe accadere stasera all’Ariston?
L’aria che si respira all’Ariston è elettrica. Non solo per scoprire chi alzerà il leone dorato, ma per capire quale sarà il volto del Festival nei prossimi anni.
Tutto resta avvolto nel massimo riserbo. Nessuna conferma ufficiale, solo mezze frasi, sguardi e retroscena. Ma il fatto stesso che si parli di Stefano De Martino Sanremo 2027 durante la finale è già un segnale potente.
Se davvero avverrà un’investitura in diretta, sarà un momento televisivo destinato a entrare nella storia recente del Festival. Se invece Conti sorprenderà tutti restando al timone, la partita si riaprirà con ancora più tensione.
In ogni caso, la musica stasera non sarà l’unica protagonista. Perché a volte, dietro le quinte, si scrivono le pagine più decisive dello spettacolo italiano.

