Andrea Pellegrino esulta dopo aver superato TiafoeAndrea Pellegrino esulta dopo aver superato Tiafoe

Dal circuito Challenger agli ottavi di Roma: la favola del numero 155 del mondo che ha battuto Tiafoe e conquistato il Foro Italico

Fino a pochi mesi fa il suo nome era conosciuto quasi esclusivamente dagli appassionati più attenti del circuito Challenger. Oggi invece Andrea Pellegrino è diventato una delle sorprese più belle degli Internazionali BNL d’Italia, grazie alla vittoria contro Frances Tiafoe che gli ha spalancato le porte degli ottavi di finale al Foro Italico.

Il tennista pugliese, numero 155 del ranking mondiale, ha superato l’americano in due set conquistando il primo ottavo di finale della carriera in un Masters 1000. Un risultato clamoroso soprattutto perché arrivato partendo dalle qualificazioni.

E ora il sogno diventa ancora più grande. Agli ottavi ci sarà la sfida contro Jannik Sinner che ha schiantato Alexei Popyrin in meno di un’ora con perentorio 6-2, 6-0. Quasi certamente per il pugliesi si aprirà il proscenio del campo centrale.

Chi è Andrea Pellegrino: età, origini e carriera

Andrea Pellegrino è nato a Bisceglie il 23 marzo 1997 e ha oggi 29 anni. Cresciuto in Puglia, ha iniziato a giocare a tennis quando aveva appena quattro anni grazie al padre Domenico, istruttore di tennis, mentre la madre Rosa lavora nel mondo della scuola.

A 13 anni il trasferimento presso il centro federale di Bari, passaggio che ha segnato l’inizio del suo percorso agonistico più strutturato.

La sua carriera si è sviluppata soprattutto nel circuito Challenger e ITF, lontano dai grandi riflettori del tennis internazionale. Per anni Pellegrino ha costruito il proprio percorso tra tornei minori, trasferte continue e risultati ottenuti con grande costanza più che con exploit improvvisi.

I precedenti con Sinner e Alcaraz

Curiosamente Andrea Pellegrino aveva già affrontato in passato due dei fenomeni più forti della nuova generazione del tennis mondiale.

Nel 2019 sfidò un giovanissimo Jannik Sinner in un torneo ITF a Santa Margherita di Pula. L’altoatesino, che non aveva ancora compiuto 18 anni, vinse nettamente con un doppio 6-1.

Nel 2021 invece Pellegrino incrociò Carlos Alcaraz nelle qualificazioni del Roland Garros, uscendo sconfitto anche in quel caso contro uno dei futuri dominatori del circuito.

Oggi però la situazione è diversa: Andrea arriva agli ottavi di Roma nel momento migliore della sua carriera e con una fiducia completamente nuova.

La svolta agli Internazionali d’Italia

Prima del 2026 Pellegrino aveva disputato appena cinque partite nel circuito maggiore ATP. Gli Internazionali di Roma stanno invece cambiando completamente la percezione attorno alla sua carriera.

Dopo aver superato le qualificazioni, il pugliese ha sfruttato anche il ritiro del francese Arthur Fils prima di firmare la vera impresa contro Tiafoe davanti al pubblico del Foro Italico.

“Quando sono venuto qui non mi sarei mai aspettato questo risultato”, ha raccontato dopo la partita, visibilmente emozionato.

La sua è una storia particolare anche per un altro motivo: nel tennis moderno, dove i grandi talenti esplodono spesso già a 18 o 19 anni, Pellegrino sta vivendo il momento più alto della carriera a 29 anni.

Dai Challenger ai grandi premi: quanto cambia la sua carriera

Fino a oggi il pugliese aveva conquistato soprattutto risultati importanti nel circuito Challenger, con quattro titoli vinti tra Roma, Vicenza, Bad Waltersdorf e Perugia.

Anche dal punto di vista economico il salto è enorme. Nei primi mesi del 2026 aveva guadagnato circa 83mila euro complessivi, mentre soltanto con il raggiungimento degli ottavi agli Internazionali ne porterà a casa quasi 78mila.

Un cambiamento che può incidere molto anche sulla sua programmazione futura e sul ranking ATP, destinato a migliorare sensibilmente dopo il torneo romano.

Il carattere di Pellegrino e la filosofia “a testa bassa”

Chi conosce Andrea Pellegrino lo descrive come un giocatore molto diverso dall’immagine del talento predestinato. Mai sopra le righe, sempre lontano dai riflettori, ha costruito la sua carriera con pazienza e continuità.

Lui stesso in passato aveva spiegato di aver imparato ad accettare i propri limiti e i tempi diversi della maturazione sportiva.

Ed è forse proprio questo l’aspetto che oggi rende la sua storia così interessante: mentre il tennis moderno corre velocissimo alla ricerca del nuovo fenomeno adolescente, Pellegrino si è preso Roma dopo anni di gavetta silenziosa, dimostrando che nel tennis non esiste un’unica strada per arrivare in alto.

Di Renato Valdescala

Esperienza nello sport e nella cronaca locale con quotidiani salernitani dal 1990. Con il tempo si è dedicato alla cronaca estera analizzando i fatti di maggiore rilievo con spirito critico e irriverente. Si occupa anche di approfondimenti di cronaca nazionale.

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