L'invasione pacifica dei tifosi al termine del match col Mantova, Frosinone in serie AL'invasione pacifica dei tifosi al termine del match col Mantova, Frosinone in serie A

Frosinone in Serie A, dalla paura retrocessione alla festa: la grande impresa di Alvini

“A… ncora noi” sulla maglietta celebrativa. Appena un anno fa il Frosinone viveva una delle stagioni più drammatiche della sua storia recente. Oggi invece la città può festeggiare un ritorno in Serie A che fino a pochi mesi fa sembrava quasi impensabile.

I ciociari hanno travolto il Mantova allo Stirpe conquistando la promozione diretta nel massimo campionato italiano per la quarta volta nella loro storia.

Un traguardo arrivato al termine di una stagione straordinaria, costruita contro ogni pronostico.

Un anno fa il Frosinone era a un passo dal disastro

La promozione assume ancora più valore guardando a quanto accaduto soltanto dodici mesi fa.

Il Frosinone infatti si era salvato in Serie B in extremis grazie a un rigore decisivo contro il Sassuolo già promosso e successivamente aveva evitato il playout contro la Salernitana anche grazie al caso Brescia.

Una salvezza sofferta che aveva lasciato enormi dubbi sul futuro del club.

Per questo motivo, alla vigilia del nuovo campionato, pochissimi indicavano i gialloblù tra le favorite per la promozione.

La scommessa Stirpe-Alvini che ha cambiato tutto

Il presidente Maurizio Stirpe e il direttore sportivo Renzo Castagnini hanno invece deciso di puntare su Massimiliano Alvini.

Una scelta che all’inizio aveva fatto discutere.

L’allenatore arrivava infatti da un esonero al Cosenza, poi retrocesso in Serie C, e non aveva mai conquistato una promozione in Serie A.

Ma proprio quella che sembrava una scommessa rischiosa si è trasformata nel simbolo della rinascita del Frosinone. Alla fine il tecnico ha centrato l’unica promozione che gli mancava in carriera ed ha festeggiato circondato dai bambini che lo inneggiavano.

Una squadra costruita sulle rivincite

Anche il mercato estivo era stato accolto con parecchio scetticismo.

Tra i volti scelti dal club c’era Antonio Raimondo, reduce da una retrocessione con la Salernitana.

Eppure proprio questi giocatori hanno trovato a Frosinone il contesto ideale per rilanciarsi.

La squadra ha costruito la propria forza su organizzazione, entusiasmo e fame, riuscendo a superare corazzate considerate favorite come Palermo e Monza.

La notte perfetta contro il Mantova

La promozione è arrivata con una prestazione dominante.

Il Frosinone ha travolto il Mantova 5-0 in una gara praticamente chiusa già nel primo tempo.

Ad aprire la festa è stato Giacomo Calò su calcio di rigore dopo appena quattro minuti.

Poi è arrivato l’autogol di Castellini che ha portato i ciociari sul 2-0.

Nella ripresa il Frosinone ha dilagato ancora con le reti di Ghedjemis, Raimondo e Koutsoupias, trasformando lo Stirpe in una bolgia di entusiasmo.

Lo Stirpe in festa per il ritorno in Serie A

Al triplice fischio è esplosa la festa.

Una città intera si è stretta attorno a una squadra capace di trasformare una stagione che doveva essere di ricostruzione in una cavalcata trionfale.

Per il Frosinone si tratta del quarto approdo nella massima serie in appena undici anni, un risultato che conferma la crescita di una società ormai stabilmente inserita tra le realtà più solide del calcio italiano.

Palermo e Monza costrette ai playoff

Mentre il Frosinone festeggia la promozione diretta insieme al Venezia, per Monza e Palermo il sogno Serie A dovrà passare dai playoff.

I brianzoli chiudono al terzo posto e accederanno direttamente alle semifinali, così come i rosanero.

Una beffa soprattutto per chi alla vigilia veniva indicato come favorito assoluto per il salto di categoria.

La promozione che cambia la narrativa del club

La vera forza del Frosinone è stata forse proprio quella di ribaltare completamente la percezione attorno alla squadra.

Da club reduce da un’annata traumatica a simbolo della rivincita sportiva nel giro di meno di un anno.

Ed è anche per questo che la promozione conquistata dalla squadra di Alvini viene già vissuta dai tifosi come una delle imprese più emozionanti della storia recente gialloblù.

Di Giuseppe D'Alto

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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