Pero Battara con il figlio Massimo e il nipote DanielePero Battara con il figlio Massimo e il nipote Daniele

È morto a 90 anni Pietro «Piero» Battara, uno dei grandi portieri della storia della Sampdoria e poi autentico pioniere nel ruolo di preparatore degli estremi difensori. Una vita trascorsa tra i pali e a bordo campo, fino a diventare il maestro di Gianluca Pagliuca. Ma la sua eredità sportiva non si è fermata lì: Battara ha trasmesso la passione per il ruolo anche al figlio Massimo, oggi 63enne, che ha costruito una carriera importante tra il campo e le panchine dei più prestigiosi club europei.

La Sampdoria ha annunciato la scomparsa ricordando il portiere che per il popolo blucerchiato era semplicemente «Batman». Battara ha collezionato 243 presenze con la maglia della Samp, diventando uno dei simboli del club.

Da Batman della Samp a maestro di Gianluca Pagliuca

Nato a Torino il 21 luglio 1936, Battara trascorse gli anni della guerra con la famiglia a Bomporto, nel Modenese, prima di tornare in Piemonte alla fine del conflitto.

Fu sui campetti degli oratori torinesi che iniziò la sua avventura da numero uno. Il calcio professionistico arrivò con il Vicenza e nel 1961 il portiere approdò alla Sampdoria.

L’inizio in blucerchiato non fu però immediatamente quello di un titolare. Battara dovette aspettare alcune stagioni e soprattutto l’arrivo in panchina di Fulvio Bernardini per conquistare definitivamente il posto tra i pali.

Da quel momento diventò un punto di riferimento della squadra e della tifoseria. Fisico imponente, riflessi e coraggio nelle uscite contribuirono a trasformarlo in un idolo della Sud, soprattutto durante la stagione della promozione immediata in Serie A e nelle successive salvezze.

La sua figurina, inoltre, è rimasta nel ricordo dei collezionisti come una delle più difficili da trovare negli album Panini.

Il passaggio al Bologna e la rivoluzione nel ruolo di preparatore

Nel 1972 Battara lasciò la Sampdoria per trasferirsi al Bologna. Due anni più tardi, nel 1974, appese definitivamente i guanti al chiodo.

Fu però proprio allora che iniziò un’altra parte fondamentale della sua carriera.

Battara fu infatti tra i pionieri della figura dell’allenatore specifico dei portieri, anticipando una specializzazione che sarebbe diventata fondamentale nel calcio moderno. Dopo l’esperienza a Coverciano tornò a Genova nello staff tecnico della Sampdoria guidata da Vujadin Boškov.

E fu in quel contesto che ebbe un ruolo importante nella crescita di un giovane destinato a diventare uno dei più grandi portieri italiani: Gianluca Pagliuca.

Non soltanto un ex compagno o un allenatore, dunque, ma per Pagliuca soprattutto un maestro.

Il figlio Massimo ha seguito la stessa strada

La passione per i portieri è diventata anche una questione di famiglia.

Il figlio Massimo Battara, oggi 63enne, ha seguito le orme del padre iniziando la propria carriera tra i pali. È stato un portiere di buon livello professionistico, vestendo tra le altre le maglie di Casertana, Salernitana, Lecce e Spal.

Con la Salernitana ha vissuto anche la storica promozione in Serie B, una delle tappe più significative della sua carriera da giocatore.

Ma è soprattutto nel ruolo di preparatore dei portieri che Massimo Battara ha costruito una carriera di rilievo internazionale, raccogliendo e sviluppando gli insegnamenti ricevuti dal padre.

Da Massimo Battara a Donnarumma, fino all’Europeo

Il percorso professionale di Massimo lo ha portato a lavorare in realtà di primo piano del calcio europeo e ad affiancare anche Roberto Mancini nella Nazionale italiana.

Nel percorso che ha portato gli Azzurri al successo europeo, Battara ha avuto un ruolo nello staff dei preparatori dei portieri, lavorando a stretto contatto con Gianluigi Donnarumma, protagonista tra i pali dell’Italia.

È il passaggio che rende ancora più particolare la storia di Piero Battara: il padre aveva contribuito alla formazione di Pagliuca, il figlio è arrivato a lavorare al fianco di Donnarumma.

Due generazioni della stessa famiglia legate a due portieri diventati simboli del calcio italiano.

L’ultimo saluto a Piero Battara

La Sampdoria ha ricordato Battara come un autentico mito blucerchiato, sottolineando le sue 243 presenze e il ruolo avuto nella storia del club.

I funerali si terranno martedì 29 settembre alle 10 nella chiesa di San Pietro di Quinto, a Genova. Al termine della cerimonia, il feretro sarà trasferito al Cimitero Monumentale di Staglieno per la cremazione. Le ceneri saranno successivamente tumulate a Gavi, in provincia di Alessandria.

A salutarlo ci saranno idealmente generazioni di portieri e allenatori che hanno raccolto qualcosa della sua lezione. Da quella porta della Sampdoria dove nacque il mito di Batman Battara fino ai campi di Coverciano e ai grandi palcoscenici internazionali: una storia che, attraverso Massimo, Pagliuca e la scuola dei preparatori, continuerà a vivere nel calcio italiano.

Di Redazione

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