Il commosso addio del popolo nerazzurro a Sandro MazzolaIl commosso addio del popolo nerazzurro a Sandro Mazzola

L’addio a Sandro Mazzola tra gli applausi e i colori dell’Inter

Un lungo applauso, poi il silenzio. Milano ha dato l’ultimo saluto a Sandro Mazzola nella Basilica di Sant’Ambrogio, dove centinaia di tifosi hanno accompagnato la bara della storica bandiera dell’Inter.

Sulla bara, la maglia numero 8, quella con cui Mazzola ha scritto pagine indimenticabili della Grande Inter. Un’immagine simbolica in una giornata segnata dalla commozione e dal ricordo di un campione che ha rappresentato per decenni i colori nerazzurri.

Al termine della cerimonia, il piazzale si è riempito dei cori dei tifosi dell’Inter e dei colori nerazzurri dei fumogeni. Un sostenitore ha scandito la formazione della Grande Inter, riportando idealmente indietro il tempo a una delle epoche più importanti della storia del club.

Marchisio prende posizione dopo il minuto di silenzio allo Stadium

Proprio il rispetto per Mazzola è stato al centro dell’intervento di Claudio Marchisio dopo quanto accaduto il giorno precedente all’Allianz Stadium.

Durante il minuto di silenzio dedicato alla scomparsa di Mazzola, una parte dei tifosi della Juventus si era voltata di spalle. L’ex centrocampista bianconero ha scelto di intervenire pubblicamente sui social, pur sottolineando il legame profondo con la Juventus e con i suoi tifosi.

«Ci sono cose che, quando ami davvero il calcio, fai fatica ad accettare. Quello che è successo ieri è una di queste. Sandro Mazzola è un pezzo della storia del nostro calcio. E la storia si rispetta», ha scritto Marchisio.

L’ex giocatore ha poi aggiunto: «Alla Juventus e ai suoi tifosi devo una parte enorme della mia vita, so quanto amore, passione e rispetto ci siano dietro quella maglia ed è proprio per questo che credo sia giusto dire, senza esitazioni, che gesti come quello di ieri non dovrebbero accadere».

Nel suo messaggio Marchisio ha accompagnato le parole con una foto di Mazzola bambino insieme al padre Valentino, capitano del Grande Torino.

«La rivalità è passione, appartenenza, orgoglio. Ma non può mai cancellare il rispetto. Per l’uomo, per il campione, per tutto ciò che Sandro ha rappresentato per il calcio italiano», ha scritto ancora.

E ha sottolineato come, accanto all’episodio contestato, ci siano stati anche tanti applausi: «Ieri, allo stadio e da casa, la voce di tantissimi è stata quella di un applauso. Questo deve fare lo sport in questi momenti. Unire».

L’Inter di ieri e di oggi per l’ultimo saluto

A Sant’Ambrogio si sono ritrovati rappresentanti dell’Inter di oggi e di ieri.

C’erano il presidente Beppe Marotta, Javier Zanetti e Baccin, insieme a numerosi ex campioni che hanno condiviso momenti importanti della storia nerazzurra.

Tra loro Ivan Ramiro Cordoba, Esteban Cambiasso, Francesco Toldo e Aristide Guarneri, quest’ultimo due volte vincitore della Coppa dei Campioni con Mazzola.

«Per noi Sandro era una gioia immensa», ha ricordato Cordoba, spiegando quanto fosse un onore averlo vicino e quanto la sua presenza rappresentasse una motivazione.

Presente anche Massimo Moratti, che non è riuscito a prendere la parola durante la funzione. Il suo messaggio è stato letto al termine della cerimonia.

«Raggiungi gli altri campioni della Grande Inter del cui prestigio godiamo ancora oggi. Troverai la pace dopo una vita tanto intensa, noi non ti scorderemo mai», il saluto dell’ex presidente nerazzurro.

Marotta: «I campioni passano, gli esempi restano»

Particolarmente intenso il ricordo di Beppe Marotta, che ha parlato delle eredità lasciate da Mazzola al calcio e all’Inter.

«Sandro ci lascia tre eredità che nessuna classifica registra: la lealtà di una sola maglia, il coraggio di trasformare il dolore in forza, l’umiltà di chi non si è mai sentito un monumento».

Marotta ha ricordato un uomo capace di restare vicino alla propria squadra anche nei momenti più recenti, citando il modo in cui Mazzola aveva vissuto il derby della seconda stella come un tifoso.

«I campioni passano, gli esempi restano», ha aggiunto il presidente dell’Inter, sottolineando come il ricordo di Mazzola continuerà a vivere nelle generazioni di tifosi.

Il calcio italiano si è stretto attorno alla famiglia

Alla cerimonia hanno partecipato anche il presidente della Figc Giovanni Malagò, arrivato insieme al presidente della Lega Serie A Ezio Maria Simonelli e al commissario tecnico della Nazionale Claudio Ranieri.

Malagò ha ricordato l’emozione vissuta da bambino guardando Italia-Germania 4-3, mentre il presidente del Milan Paolo Scaroni ha ricordato anche il celebre dualismo tra Mazzola e Gianni Rivera.

Presente inoltre il presidente del Torino Urbano Cairo, che ha sottolineato il legame di Mazzola con il ricordo del padre Valentino e del Grande Torino.

All’uscita della bara sono partiti nuovamente i cori dei tifosi nerazzurri. Una lunga giornata di ricordi si è chiusa così, tra la Basilica e il piazzale, con Milano che ha salutato una delle sue grandi figure sportive.

«Milano e i milanesi dicono grazie a colui che ha dato prestigio alla città», ha detto il monsignor Ca

Di Renato Valdescala

Esperienza nello sport e nella cronaca locale con quotidiani salernitani dal 1990. Con il tempo si è dedicato alla cronaca estera analizzando i fatti di maggiore rilievo con spirito critico e irriverente. Si occupa anche di approfondimenti di cronaca nazionale.

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