Giovanni Tamburi disperso nella strage di Capodanno a Crans MontanaGiovanni Tamburi disperso nella strage di Capodanno a Crans Montana

Giovanni Tamburi era in vacanza a Crans Montana con il papà

La comunità internazionale resta sgomenta di fronte alla tragedia che ha colpito Crans-Montana la notte di Capodanno. Tra le vittime confermate c’è Giovanni Tamburi, studente 16enne del liceo scientifico Righi di Bologna, in vacanza in Svizzera con il padre. Il corpo del ragazzo è stato identificato in serata grazie al riscontro del DNA, ponendo fine ai giorni di angoscia vissuti dalla madre, Carla Masiello, che aveva lanciato un disperato appello: “Ditemi se è vivo”.

Il giovane era nel locale Le Constellation, teatro dell’incendio che ha provocato 40 morti e 121 feriti, tra cui 14 italiani. Indossava al momento del rogo una catenina d’oro, regalo del battesimo, con l’immagine di una Madonnina, simbolo del legame affettivo con la sua famiglia.

Al momento sono state identificate tre vittime italiane della tragedia di Capodanno a Crans Montana come confermato dall’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado agli organi di stampa, precisando che le famiglie sono già state informate. Poche ore prima il papà di Chiara Costanzo, ginnasta originaria di Arone, aveva annunciato la morte della figlia 16enne.

La comunità bolognese in lutto

La città di Bologna si stringe intorno alla famiglia di Giovanni Tamburi, in particolare alla madre Carla e al padre, ancora profondamente scossi dalla perdita.  Il padre Giuseppe, imprenditore noto in città — gestisce l’azienda Rinaldi 1957, che importa e distribuisce vini e liquori pregiati.  Domani, alle 18, nella chiesa di Sant’Isaia, si terrà un momento di preghiera per ricordare il ragazzo. Gli amici e i compagni di scuola del liceo Righi affrontano ora il ritorno in classe con un banco per sempre vuoto e il dolore per la scomparsa di un compagno.


La fuga e il dramma dei feriti

Molti giovani italiani erano riusciti a mettersi in salvo, ma altri sei restano ancora dispersi. I feriti italiani, secondo quanto comunicato dalle autorità sanitarie, sono quindici, con cinque ricoverati in Svizzera e nove trasferiti al Niguarda di Milano. La Regione Emilia-Romagna ha messo a disposizione 50 posti letto nelle terapie intensive per assistere i ragazzi rimasti coinvolti nell’incendio.

Il padre di un altro ragazzo ferito, Kean Kaizer Talingdan, 16 anni, ha raccontato l’angoscia della notte: “Mio figlio mi ha chiamato alle 4 da un telefono che non era il suo. Piangeva e mi ha detto: ‘Papà, sono vivo ma ho dolore ovunque. Ho paura, venite’. Poi mi ha passato un soccorritore”. Sabato 3 gennaio, Yohan Guiot ha ricevuto la conferma che Kean era tra i feriti ricoverati a Zurigo.


Il bilancio aggiornato della strage

Secondo le autorità svizzere, riportate dall’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado, il bilancio aggiornato della tragedia è di 40 morti e 121 feriti, di cui cinque ancora non identificati. Tra le vittime già restituite alle famiglie ci sono quattro giovani svizzeri. La tragedia ha colpito anche numerose famiglie italiane, creando angoscia e apprensione in tutto il Paese.


Tra speranza e angoscia

Mentre i soccorsi proseguono e le autorità sanitarie svizzere completano la gestione dei feriti, rimane alta la tensione per gli italiani ancora dispersi. Le famiglie, tra apprensione e preghiera, attendono notizie concrete e cercano di raccogliere ogni possibile informazione sui propri figli. La vicenda de Le Constellation lascia una ferita profonda nella comunità internazionale, simbolo di un Capodanno trasformato in tragedia.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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