Tre giovani, una sola attesa: famiglie in apprensione dopo la tragedia di Capodanno
Cresce l’angoscia per Achille Osvaldo Giovanni Barosi, Chiara Costanzo e Giovanni Tamburi, i tre giovani ancora dispersi dopo il devastante incendio scoppiato nella notte di Capodanno nel locale Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera. Le famiglie, unite dalla stessa incertezza, continuano a lanciare appelli nella speranza di ottenere notizie, mentre le ricerche e le identificazioni proseguono tra mille difficoltà.
L’appello per Achille: “Era rientrato nel locale per prendere giacca e telefono”
Il nome di Achille Osvaldo Giovanni Barosi è comparso sulla pagina Instagram cransmontana.avisderecherche, creata per raccogliere segnalazioni sui dispersi. Secondo quanto riferito dal cugino Edoardo Sparacino, Achille sarebbe stato visto l’ultima volta intorno all’1:30 del primo gennaio, mentre rientrava nel locale per recuperare giacca e cellulare.
Nell’appello diffuso online si legge:
“Altezza 1,85 m, capelli biondi, occhi azzurri. Potrebbe indossare una collanina con la Madonnina. È senza documenti. Potrebbe essere ricoverato come paziente non identificato a Sion, Losanna o Zurigo”.
“I genitori di Achille sono a Crans-Montana – racconta il cugino – erano lì in vacanza, perché hanno una casa in zona. Ora stanno arrivando anche mio nonno e mia zia. In queste ore mi scrivono in tantissimi, il telefono non smette di suonare: è difficile accettare che non ci sia ancora una risposta”.
Achille frequenta il liceo artistico e, come raccontano gli amici, “è bravissimo a disegnare”.
Chiara Costanzo, la speranza dei genitori: “Aspettiamo una notizia”
Tra i dispersi c’è anche Chiara Costanzo, originaria di Arona e studentessa del liceo Moreschi di Milano, dove vive con i genitori. Era a Crans-Montana per trascorrere il Capodanno con gli amici.
“Viviamo aggrappati alla speranza che Chiara sia tra i feriti non identificati – raccontano mamma e papà – Non ci dicono nulla, ed è questo che fa più male”.
La famiglia ricorda anche il nonno Cesare, scomparso anni fa, già difensore civico del Comune di Arona e volontario dell’associazione genitori di bambini con sindrome di Down. Un legame con il territorio che oggi si stringe attorno a loro nel silenzio e nell’attesa.
L’angoscia per Giovanni Tamburi: “Un ragazzo generoso, sempre pronto ad aiutare”
Ore di paura anche per Giovanni Tamburi, 16 anni, studente del liceo Righi di Bologna. La madre, Carla Masiello, ha lanciato un appello pubblico nel corso di Dentro la notizia del 2 gennaio chiedendo risposte alle autorità:
“C’è un cortocircuito nelle comunicazioni – ha spiegato –. Non chiediamo altro che sapere dove sono stati portati i ragazzi feriti. Vorrei solo sapere se mio figlio è vivo, se è in un ospedale. Non è possibile restare così, senza informazioni. L’ultima volta che l’ho sentito, si stava facendo bello per uscire con gli amici ed andare a Le Constellation. Poi si è scaricato il telefonino. Aveva con sé il passaporto che sarà andato bruciato. Gli amici l’hanno perso e probabilmente sarà stato dentro durante l’esplosione. Non so se ce l’ha fatta ed eventualmente in quali condizioni è ridotto se si è salvato. Abbiamo fornito DNA e impronte dentali”
Secondo quanto emerso, diversi feriti sarebbero stati trasferiti in strutture sanitarie di Sion, Losanna e Zurigo, ma al momento non esiste un elenco ufficiale dei pazienti non identificati né una conferma incrociata accessibile alle famiglie. A ricordarlo è anche una sua insegnante, Tania Causio:
“Giovanni è un ragazzo solare, generoso, attento agli altri. Se davvero era lì, sono convinta che si sia fermato per aiutare qualcuno. È nel suo carattere”.

