Elsa Rubino, condizioni stabili per la 15enne ma la battaglia è tutt’altro che finita
Nel silenzio sospeso delle terapie intensive svizzere, Elsa Rubino continua a lottare. La 15enne di Biella, rimasta gravemente ferita nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana, resta ricoverata all’ospedale universitario di Zurigo. Le sue condizioni vengono definite stabili, ma il quadro clinico rimane estremamente complesso.
Elsa è già stata sottoposta a due delicati interventi chirurgici: il primo per affrontare una grave compromissione intestinale, il secondo per rimuovere i tessuti necrotici causati dalle ustioni. I medici hanno chiarito che non si tratta di un percorso concluso: altri interventi saranno necessari, perché tutte le superfici ustionate dovranno essere progressivamente trattate per prevenire infezioni potenzialmente letali.
Trasferimento in Italia? Per ora no, ma Torino resta l’opzione
La ragazza, al momento, non è trasportabile. A spiegarlo è stato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso, facendo il punto sulla situazione dei feriti.
Se e quando le condizioni cliniche lo consentiranno, l’ipotesi più accreditata è il trasferimento di Elsa al Centro grandi ustionati di Torino, scelta ritenuta «giusta e legittima» vista la provenienza della giovane. Resta comunque aperta anche la possibilità di un ricovero a Milano, qualora emergessero criticità logistiche o cliniche.
Attorno alla famiglia Rubino, intanto, si stringe una rete silenziosa ma costante di affetto, messaggi e vicinanza. Una solidarietà che accompagna una battaglia che si gioca giorno dopo giorno.
Leonardo Bove e Kean Talingdan: gravissimi, sedati e intubati
Il quadro più drammatico riguarda però altri giovani coinvolti nel rogo. Tra loro Leonardo Bove e Kean Talingdan, inizialmente dati per dispersi e poi identificati solo dopo giorni di angoscia. Oggi sono ricoverati uno accanto all’altro, entrambi in terapia intensiva.
Sono intubati, sedati e non coscienti. Le loro condizioni vengono definite «estremamente gravi». Uno dei due è attualmente sottoposto a dialisi a causa di una severa infezione, mentre un altro paziente presenta gravi complicazioni polmonari, aggravate da una patologia asmatica preesistente.

Il punto al Niguarda: rianimazioni piene e tempi lunghi
All’ospedale Niguarda di Milano sono attualmente ricoverati 12 feriti dell’incendio:
– 7 in rianimazione, tutti intubati
– 5 al Centro ustioni
Secondo Bertolaso, per un paio di pazienti si spera in una possibile estubazione nei prossimi giorni. Ma per 3 o 4 giovani il percorso di cura sarà «molto più lungo e complicato», fatto di interventi ripetuti, riabilitazione e monitoraggi costanti.
Chi migliora può tornare vicino a casa
Per chi mostra segnali di stabilizzazione, si apre invece la possibilità di un trasferimento. È il caso di Eleonora Palmieri, 29 anni di Cattolica, che potrebbe essere spostata a breve in una struttura ospedaliera più vicina alla propria famiglia in Romagna.
I genitori dei ragazzi sono tutti presenti a Milano o in Svizzera. Alcuni alloggi sono stati messi a disposizione per chi arriva da fuori regione. «Li ho trovati composti, ma comprensibilmente in grande ansia», ha spiegato Bertolaso. Un’attesa fatta di corridoi, medici, silenzi e speranza.


