L’annuncio nel cuore della notte del Ministro degli Esteri Tajani: “Stanno bene, sono nella sede dell’Ambasciata”
La notizia è arrivata quando l’Italia dormiva ancora. Poco prima delle 5:00 del mattino tra l’11 e il 12 gennaio è arrivata la conferma dalla Farnesina: Alberto Trentini e Mario Burlò sono stati liberati e hanno già raggiunto la sede dell’ambasciata italiana a Caracas.
A darne l’annuncio è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha parlato direttamente con entrambi i connazionali: “Sono in buone condizioni, sereni, e hanno già potuto sentire le loro famiglie. Rientreranno in Italia tra oggi e domani. Ieri sera la presidente Delcy Rodriguez mi ha comunicato che Trentini sarebbe stato liberato ed ora sia lui che Burlò sono in ambasciata”.
Un risultato definito dallo stesso ministro “frutto di un lungo lavoro diplomatico”, portato avanti per mesi insieme al sottosegretario e all’ambasciatore italiano in Venezuela, con un coinvolgimento diretto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nei giorni scorsi era stato liberato l’imprenditore 77enne Luigi Gasperin.
Il caso Trentini: 423 giorni senza accuse formali
La liberazione di Alberto Trentini chiude uno dei casi più delicati degli ultimi anni. Cooperante umanitario, arrestato il 15 novembre 2024 a Guasdualito mentre lavorava per la ong Humanity and Inclusion, Trentini è rimasto 423 giorni in carcere senza un’imputazione chiara, detenuto nel penitenziario di massima sicurezza di El Rodeo I, alle porte di Caracas.
Per oltre un anno la sua famiglia, in particolare la madre Armanda Colusso, ha lanciato appelli pubblici carichi di angoscia. Parole che avevano colpito il Paese alla vigilia di Natale, raccontando un’attesa fatta di silenzi, fusi orari e speranze rimaste sospese. All’alba di oggi, quell’incubo si è finalmente interrotto.
Libero anche l’imprenditore torinese Mario Burlò
Insieme a Trentini è stato liberato anche Mario Burlò, imprenditore torinese scomparso nel nulla il 12 novembre 2024 e la cui detenzione era stata confermata solo in un secondo momento dal Consolato italiano.
Burlò, già assolto in Cassazione in un precedente processo per concorso esterno in associazione mafiosa, era detenuto in Venezuela per motivi mai chiariti ufficialmente. Secondo fonti diplomatiche, durante la prigionia avrebbe perso oltre 20 chili. Ora si trova anch’egli in ambasciata, assistito dal personale consolare.

Il segnale politico e il rientro imminente
“La loro liberazione è un segnale importante da parte delle autorità venezuelane”, ha sottolineato Tajani, parlando di un gesto apprezzato dal governo italiano. Un passaggio che rafforza il peso politico dell’operazione, maturata in un contesto diplomatico complesso e silenzioso.
Secondo quanto filtra dalla Farnesina, il rientro in Italia potrebbe avvenire già nelle prossime ore, compatibilmente con le procedure di sicurezza e i voli disponibili.
Per le famiglie, dopo mesi di attesa, è finalmente il tempo dei primi abbracci. Per la diplomazia italiana, una vittoria ottenuta lontano dai riflettori. Per Trentini e Burlò, l’alba più dolce dopo una lunga notte.

