L’inchiesta che scuote il mito di Julio Iglesias
La figura pubblica di Julio Iglesias, icona mondiale della musica latina, viene travolta da accuse pesantissime. Due donne che hanno lavorato per l’artista hanno denunciato presunti episodi di molestie e aggressioni sessuali avvenuti nel 2021. Le rivelazioni emergono da una lunga inchiesta giornalistica congiunta condotta da eldiario.es e Univision Noticias, durata tre anni.
Secondo quanto ricostruito, i fatti contestati si sarebbero verificati nelle residenze private del cantante in Repubblica Dominicana, Bahamas e Spagna. Una delle donne lavorava come domestica, l’altra come fisioterapista personale.
Ville, silenzi e presunti abusi: cosa raccontano le ex dipendenti
Le testimonianze parlano di aggressioni sessuali ripetute, umiliazioni, schiaffi, pratiche lavorative degradanti e, in alcuni casi, rapporti non consensuali. Una delle presunte vittime descrive la villa di Punta Cana come una vera e propria “casetta del terrore”, un luogo di isolamento e paura.
Le donne avrebbero fornito ai giornalisti un vasto materiale probatorio: contratti di lavoro, fotografie, messaggi WhatsApp, registrazioni audio, registri di chiamate e documentazione relativa ai permessi migratori richiesti dall’entourage di Iglesias presso i governi coinvolti.
Visite mediche obbligatorie e controllo del personale femminile
Uno degli aspetti più inquietanti dell’inchiesta riguarda le condizioni di lavoro. Secondo una delle testimoni, il personale femminile sarebbe stato costretto a sottoporsi a visite ginecologiche, test di gravidanza e controlli per malattie sessualmente trasmissibili, incluso l’Hiv. Circostanze che, se confermate, configurerebbero un quadro di sistematico abuso di potere.
La Procura spagnola apre un’indagine preliminare segreta
In parallelo alla pubblicazione dell’inchiesta, la Procura nazionale spagnola ha avviato un’indagine preliminare penale, in seguito a una denuncia presentata il 5 gennaio. Fonti giudiziarie confermano che il procedimento è coperto da segreto istruttorio, sia per la natura dei fatti sia per tutelare le presunte vittime.
La Procura dovrà ora valutare se archiviare o trasferire il fascicolo all’autorità giudiziaria competente per l’eventuale apertura di un processo penale. Al momento non sono noti i reati formalmente contestati.
Il silenzio di Iglesias e le reazioni politiche
Julio Iglesias, 82 anni, non ha risposto alle richieste di commento dei media. Il suo silenzio ha alimentato ulteriormente il clamore mediatico.
Durissime le reazioni politiche in Spagna. La ministra per le Pari Opportunità Ana Redondo ha chiesto che “si indaghi fino in fondo”. La vicepremier Yolanda Díaz ha definito le testimonianze “raccapriccianti”, parlando di una condizione assimilabile alla schiavitù.
Opposta la posizione della presidente della Comunità di Madrid Isabel Díaz Ayuso, che ha respinto la richiesta di revocare la Medaglia d’Oro conferita a Iglesias nel 2012.
Biografia aggiornata e immagine pubblica a rischio
La casa editrice Libros del Asteroide ha annunciato l’aggiornamento della recente biografia del cantante, dichiarando “sgomento” per le accuse e ribadendo una condanna netta di ogni forma di abuso.
Per uno degli artisti più venduti della storia della musica mondiale, con oltre 300 milioni di dischi, l’inchiesta segna uno spartiacque irreversibile tra mito e realtà giudiziaria.

