Fissata la cauzione per i proprietari de Le Constellation
Una cauzione da 400mila franchi svizzeri, 200mila a testa, per ottenere la libertà. È la richiesta avanzata dalla Procura generale di Sion nei confronti di Jacques Moretti e Jessica Moretti, proprietari del locale Le Constellation, teatro del devastante incendio di Capodanno costato la vita a 40 persone e che ha provocato 116 feriti.
A rivelarlo è la televisione svizzera RTS. Ora la decisione spetta al Tribunale delle misure coercitive. I due coniugi sono accusati di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Attualmente Jacques Moretti si trova in carcere, mentre la moglie è sottoposta a misure cautelari: obbligo di firma e divieto di espatrio.
Il nodo delle responsabilità: la versione dei Moretti e l’accusa sulla “ragazza col casco”
Nel corso degli interrogatori, i Moretti avrebbero attribuito l’origine dell’incendio a Cyane Panine, la giovane cameriera di 24 anni deceduta nel rogo, sostenendo che sarebbe salita di sua iniziativa sulle spalle di un collega accendendo bengala pirotecnici.
Una ricostruzione che ha provocato un’ondata di indignazione. «Sono scioccata — ha dichiarato l’avvocato della famiglia Panine a Storie Italiane, condotto da Eleonora Daniele —. Parliamo di una ragazza di 24 anni che ha perso la vita. Serve rispetto per la memoria di una vittima».
Sicurezza e lavoro: “Nessuna formazione antincendio”
Secondo il legale della famiglia Panine, la giovane non avrebbe mai ricevuto una formazione adeguata sulle norme di sicurezza. «Lo stesso Moretti — ha sottolineato — ha ammesso di non aver mai formato i dipendenti sulle procedure antincendio».
Non solo. L’avvocato ha parlato di rapporti di lavoro tutt’altro che idilliaci, ricordando che Cyane avrebbe dovuto interrompere il servizio di protezione dei lavoratori per ottenere documenti basilari come contratto, buste paga e certificato di lavoro. Un contesto che rafforza l’ipotesi di una gestione superficiale della sicurezza.
L’ex gestore: “La schiuma acustica non c’era, l’hanno messa dopo”
A complicare ulteriormente il quadro sono le dichiarazioni di Eric Dosdo, che ha diretto il locale fino al 2015. Intercettato da Storie Italiane, Dosdo ha affermato che durante la sua gestione il locale non presentava criticità strutturali.
«Avevamo estintori e defibrillatori ed eravamo sottoposti a controlli regolari. La schiuma acustica non c’era: è stata installata dopo», ha spiegato, aggiungendo che il locale non aveva licenza da discoteca. Un dettaglio cruciale, visto che il livello sonoro e le modifiche strutturali potrebbero aver inciso sulla propagazione delle fiamme.
La piattaforma anonima e lo scontro legale
Per fare luce sulla tragedia, l’avvocato Romain Jordan, che assiste numerose famiglie delle vittime, ha lanciato una piattaforma internet crittografata per raccogliere foto, video e testimonianze in forma anonima.
Un’iniziativa che ha incontrato l’opposizione dei legali dei Moretti, i quali hanno presentato un’istanza alla Procura del Vallese per bloccare il sito, ritenendolo lesivo dei diritti della difesa.
Una tragedia che divide e interroga
Il rogo del Constellation non è più solo una questione giudiziaria. È diventato un caso simbolo su sicurezza nei locali notturni, responsabilità dei datori di lavoro e rispetto delle vittime. Mentre la giustizia svizzera valuta la libertà dei proprietari dietro una cauzione milionaria, le famiglie attendono risposte che vadano oltre le versioni ufficiali.

