L’intervento della polizia fuori dall’El Porteño Arena
Momenti di forte tensione domenica sera a Milano, in viale Elvezia, davanti al ristorante El Porteño Arena. Tre volanti della polizia sono intervenute per sedare una lite scoppiata tra il trapper Tony Effe e un paparazzo, attirata dalla presenza dell’artista insieme alla compagna Giulia De Lellis e alla loro figlia, nata da pochi mesi.
La vicenda, anticipata da Repubblica e confermata a LaPresse, ruota attorno a un punto delicatissimo: la possibilità che la bambina fosse ripresa dagli obiettivi dei fotografi appostati fuori dal locale.
Il nodo della discussione: le foto alla figlia
Secondo quanto ricostruito, il confronto si sarebbe acceso quando il fotografo ha tentato di scattare alcune immagini mentre la coppia stava entrando nel ristorante. Tony Effe avrebbe chiesto con fermezza di evitare qualsiasi ripresa che coinvolgesse la figlia, ancora nel passeggino.
Il paparazzo, nella sua versione, sostiene di aver spiegato che la bambina non fosse visibile, perché coperta e protetta dal freddo. Una spiegazione che, tuttavia, non avrebbe calmato l’artista.
“Oggi non è giornata”: minacce e pugni
Sempre secondo il racconto del fotografo, dopo aver fatto entrare Giulia De Lellis e la figlia nel locale, Tony Effe si sarebbe avvicinato pronunciando una frase minacciosa:
“Oggi non è giornata. Io ti ammazzo”.
Subito dopo sarebbero partiti tre pugni a mano chiusa. Il paparazzo racconta di essere riuscito a restare in piedi, ma di aver corso un serio rischio fisico. A quel punto avrebbe chiamato immediatamente la polizia, chiedendo anche di raccogliere la testimonianza di una coppia presente sulla scena.
Versioni opposte e nessuna denuncia immediata
Agli agenti intervenuti, rapper e fotografo avrebbero fornito versioni contrastanti dell’accaduto. Al momento dell’intervento, nessuno dei due avrebbe sporto denuncia formale.
Il fotografo, però, dopo essersi sottoposto a un controllo ospedaliero ed essere stato dimesso con quattro giorni di prognosi, ha annunciato l’intenzione di presentare denuncia nei confronti dell’artista.
Un precedente che pesa: Roma, febbraio 2024
L’episodio milanese non sarebbe isolato. Tony Effe era già finito al centro di polemiche simili nel febbraio 2024 a Roma, in zona Barberini. Anche in quell’occasione, secondo le ricostruzioni, il trapper avrebbe reagito in modo violento alle riprese ravvicinate di un fotografo.
Il racconto parlava di un telefono strappato di mano e di un pugno al volto del paparazzo, episodio che aveva già acceso il dibattito sul rapporto tra artisti, privacy e limiti del lavoro dei fotografi.
Privacy, figli dei vip e confini sempre più sottili
Il caso riapre una questione ormai ricorrente nel mondo dello spettacolo: la tutela dei minori, soprattutto quando si tratta dei figli di personaggi pubblici. La presenza della figlia di Tony Effe e Giulia De Lellis rende l’episodio particolarmente sensibile, alimentando il dibattito tra diritto di cronaca e diritto alla privacy.
Al momento non risultano provvedimenti giudiziari a carico del trapper, ma l’eventuale denuncia potrebbe aprire un nuovo fronte legale.

