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Corona rimuove Falsissimo: stop agli episodi 19 e 20

Fabrizio Corona annuncia pubblicamente di essersi adeguato al provvedimento cautelare del Tribunale civile di Milano che gli impone la rimozione dei contenuti ritenuti diffamatori nei confronti di Alfonso Signorini.

«Da bravo cittadino, obbligato dal mio avvocato Ivano Chiesa, mi adeguo al provvedimento», scrive Corona sui social, comunicando di aver reso non più visibili gli episodi 19 e 20 di Falsissimo, dedicati al direttore di Chi. Le due puntate avevano superato complessivamente le 100mila visualizzazioni.

Corona precisa tuttavia che i contenuti verranno archiviati e non cancellati, riservandosi di ripubblicarli qualora il ricorso in appello dovesse avere esito favorevole.


“Non è più una democrazia”: l’attacco al giudice e al sistema

Pur dichiarando di rispettare formalmente l’ordinanza, Corona affonda il colpo sul piano politico e istituzionale.
Secondo l’ex fotografo dei vip, il principio affermato dal giudice rappresenterebbe un grave rischio per la libertà di espressione:

«Se passa questo principio, questo Paese non è più una democrazia ma sta diventando una dittatura».

In un video pubblicato sui social, Corona arriva ad attaccare duramente il giudice, utilizzando toni e frasi particolarmente pesanti, accusandolo di aver “salvato un potente”. Un passaggio che rischia ora di aprire ulteriori profili giudiziari.


La puntata va in onda, ma cambia contenuto

La puntata di Falsissimo prevista per stasera andrà comunque in onda, ma in una versione profondamente modificata. Corona assicura che non verranno mostrati chat, foto, video o interviste relativi alla “vicenda vietata” su Signorini.

L’attenzione, spiega, verrà spostata su quello che definisce il “sistema Mediaset”, annunciando che farà i nomi di conduttori televisivi molto noti, non solo di reti Mediaset ma anche riconducibili alla famiglia Berlusconi.

Nel frattempo, Corona ha comunicato di aver archiviato anche tutti i reel collegati alle due puntate, contenuti che avrebbero raggiunto oltre 100 milioni di visualizzazioni complessive, riservandosi anche in questo caso una futura ripubblicazione.


Il ruolo della Procura e le parole dell’avvocato Chiesa

Sul piano legale, il difensore di Corona, Ivano Chiesa, contesta apertamente l’impianto del provvedimento. Secondo l’avvocato, il giudice si sarebbe mosso da un “presupposto errato”, ovvero che Corona volesse parlare della vita privata e dell’orientamento sessuale di Signorini.

Chiesa sostiene invece che il suo assistito abbia denunciato l’esistenza di un sistema, potenzialmente rilevante sotto il profilo penale, e che su questo esistano denunce formali e un’indagine pendente.
«Il provvedimento – afferma – non parla delle denunce, ma Corona ha elementi di prova: chat, interviste, telefonate, già consegnate ai pm e ne consegnerà altre».


“Un precedente pericoloso”: il nodo libertà di parola

Secondo l’avvocato Chiesa, il caso rappresenterebbe un precedente gravissimo:

«In Italia non si può mettere il bavaglio a nessuno. Se una persona dice il falso, si procede per diffamazione, ma non si può inibire preventivamente la parola».

Una valutazione condivisa dallo stesso Corona, che ribadisce come tutto il materiale non pubblicabile sarà messo a disposizione della Procura, che indaga dopo la denuncia presentata da Antonio Medugno contro Signorini.


Un fronte giudiziario sempre più ampio

Intanto, anche Mediaset ha già denunciato Fabrizio Corona alla Procura di Milano per diffamazione aggravata e minacce, mentre il confronto tra informazione, giustizia e spettacolo si fa sempre più teso.

Corona conclude assicurando che rispetterà il provvedimento, ma rilancia lo scontro sul piano mediatico e giudiziario, in attesa che – come auspica il suo legale – la Procura faccia ora il suo lavoro.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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