Davide Lionello con l'indimenticato papà OresteDavide Lionello con l'indimenticato papà Oreste

Il figlio di Oreste Lionello travolto da un convoglio della linea A

Una tragedia improvvisa e devastante ha colpito Roma e il mondo dello spettacolo. Davide Lionello, 52 anni, figlio del celebre attore e doppiatore Oreste Lionello, è morto ieri pomeriggio investito da un convoglio della metropolitana linea A, alla fermata Subaugusta, in direzione Battistini.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato visto lanciarsi sui binari all’arrivo del treno. Un gesto che appare compatibile con l’ipotesi del suicidio, anche se gli accertamenti delle autorità sono ancora in corso. Sul posto sono intervenuti immediatamente i soccorsi, ma per Davide Lionello non c’è stato nulla da fare.


Una vita segnata dalla malattia

A confermare il lungo percorso di sofferenza è stata la famiglia. La sorella ha riferito che Davide era da tempo in cura per una patologia psichiatrica, diagnosticata come disturbo bipolare. “Dal 2004 faceva avanti e indietro con gli ospedali”, ha raccontato la sorella Alessia Lionello.

Negli ultimi due anni Davide era seguito dalla clinica Villa Mendicini, nel quartiere Alessandrino. Proprio ieri pomeriggio sarebbe uscito dalla struttura prima di raggiungere la fermata della metropolitana. Resta da chiarire con quali modalità e autorizzazioni.


Il dolore e la rabbia dei familiari

Al dolore si affianca la richiesta di verità. “È una tragedia evitabile”, afferma Alessia Lionello, visibilmente scossa. “Non sappiamo con quale permesso sia potuto uscire dalla clinica, né cosa sia successo. Mio fratello era imbottito di medicinali. Avevo chiesto che gli venisse cambiata la cura, ma mi era stato risposto di non intromettermi”.

Parole che aprono interrogativi delicati sul sistema di assistenza e vigilanza per i pazienti affetti da disturbi psichiatrici. “Questa non è una malattia facile — prosegue — Davide Lionello era una persona intelligentissima, curiosa, con una grande sensibilità. Negli ultimi tempi aveva perso la voglia di vivere. Vogliamo capire di chi siano le responsabilità, perché certe cose non accadano più”.


Il lavoro nel cinema e l’eredità artistica

Davide Lionello aveva seguito fin da giovanissimo le orme del padre, lavorando nel mondo dello spettacolo e del doppiaggio. Era noto per aver prestato la voce a personaggi entrati nell’immaginario collettivo, come Charlie Custer in “Holly e Benji” e Chunk ne “I Goonies”.

Negli ultimi mesi stava collaborando con la sorella Alessia a un docu-film dedicato al centenario della nascita di Oreste Lionello, che cadrà il 18 aprile 2027. Per anni, inoltre, si era occupato della gestione dei diritti artistici del padre, figura monumentale del teatro, della televisione e del doppiaggio italiani.


Una famiglia numerosa, una ferita profonda

Davide lascia una figlia di 14 anni. Era separato e faceva parte di una famiglia numerosa: sei fratelli, tra cui il regista Fabio Lionello, i doppiatori Cristiana e Alessia e l’attore Luca Lionello. Una famiglia oggi unita dal lutto e dalla necessità di risposte.


La morte di Davide Lionello non è solo una tragedia personale e familiare. È una vicenda che riporta al centro il tema della salute mentale, della presa in carico dei pazienti più fragili e delle responsabilità di chi dovrebbe proteggerli. Una storia che chiede silenzio, rispetto, ma anche chiarezza.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *