I granata non approfittano del mezzo passo falso del Benevento
La Salernitana parte con personalità e approccio aggressivo, costruendo le occasioni migliori nel primo tempo sull’asse Achik-Lescano-Molina. Dopo alcune chance nitide – in particolare l’opportunità per Molina e la rovesciata alta di Lescano – i granata trovano il meritato vantaggio al 34’, con il cross perfetto di Achik e l’incornata in tuffo di Lescano. La Cavese reagisce a sprazzi, ma nella prima frazione è Donnarumma a farsi trovare pronto nelle situazioni più insidiose.
Il timbro di Lescano non basta, poi la Salernitana rinuncia a giocare
Nella ripresa, però, cambia l’inerzia: i metelliani alzano il baricentro, sfruttano le “card” Fvs per tenere alta la pressione e costringono la squadra di Raffaele a chiudersi nella propria metà campo. I granata non riescono più a ripartire e non tirano mai in porta, limitandosi a difendere il vantaggio. Nel finale convulso, dopo proteste per un contatto su Molina, la Cavese trova il pari al 90’ con il colpo di testa di Minaj. Lunga revisione, gol confermato ed espulsione per Raffaele: il derby si chiude tra tensione e rimpianti.
Minaj manda in visibilio il Lamberti, proteste per un fallo su Molina
Un punto che sa di occasione sprecata. Con il Benevento fermato dal Latina, era la giornata giusta per accorciare. Invece la Salernitana si spegne dopo il vantaggio, rinuncia a offendere e paga dazio nel recupero. Il derby torna dopo 19 anni e si chiude tra polemiche e rimpianti. La panchina di Raffaele torna a vacillare. Domenica 22 febbraio (ore 14:30) all’Arechi contro il Monopoli servirà ben altro spirito.
Le pagelle
Donnarumma 5,5
Alterna interventi utili a uscite che trasmettono insicurezza. Salva su Visconti e tiene in piedi i suoi in un paio di circostanze, ma nel secondo tempo sbaglia tempi e letture in area piccola. Sul pari di Minaj resta piantato: più che colpe, sensazione di poca leadership nei momenti chiave.
Berra 6: Spinge con continuità e sfiora il gol di testa su corner. Prestazione generosa, macchiata dall’ammonizione e da qualche affanno fisico che lo costringe al cambio.
(dal 24’ st Matino 5,5) – Entra per contenere ma nel forcing finale la linea granata perde compattezza. Non riesce a blindare il risultato.
Capomaggio 6
Partita di sostanza. Si immola in scivolata, guida la linea con discreta personalità e prova anche l’incornata su punizione di Achik. Nel finale però la difesa arretra troppo e la pressione della Cavese diventa asfissiante.
Arena 5,5
Qualche buona chiusura in avvio, poi cala alla distanza. Soffre i movimenti tra le linee e nel forcing metelliano non riesce a tenere alta la squadra. Prestazione sufficiente per impegno, meno per efficacia. In ritardo sul gol di Minaj.
Longobardi 5,5
Partita ordinata ma senza acuti. Tiene la posizione, non affonda quasi mai. Nel secondo tempo si limita a contenere e la Salernitana perde ampiezza.
Gyabuaa 6
Combatte su ogni pallone, va giù in una punizione pericolosa che accende gli animi. È tra i pochi a mettere intensità nella ripresa. Peccato per qualche errore tecnico di troppo in uscita.
De Boer 5,5
Gestione ordinata ma prevedibile. Si limita al compitino e quando la Cavese alza il ritmo fatica a dettare i tempi. Episodio dubbio per un possibile tocco di mano: rischio evitato, ma la sua partita resta opaca.
Villa 5,5
Attento in chiusura (provvidenziale su Orlando con il volto), ma in fase di spinta incide poco. La Salernitana non sfonda quasi mai dalla sua corsia e nella ripresa si abbassa troppo.
Achik 6,5
Il più vivace dei suoi. Cross al bacio per Lescano che vale lo 0-1, punizione insidiosa e costante sensazione di pericolosità. Cala alla distanza come tutta la squadra.
(dal 36’ st Tascone 5 – Entra nel 3-5-2 finale ma non riesce a fare filtro. Nel momento decisivo la mediana granata si sfalda).
Molina 6,5
Si muove tanto, dialoga con Lescano e crea spazi. Ha una grande occasione nel primo tempo, fermato da Boffelli. Nel finale protesta per un contatto prima del gol di Minaj: episodio che manda su tutte le furie Raffaele. Generoso fino all’ultimo.
Lescano 7
Il solito rapace d’area. Si inventa un gol da centravanti puro, tuffo perfetto su cross di Achik. Lotta, prende gomitate, si rende pericoloso anche in acrobazia. Esce e la Salernitana perde peso offensivo.
(Ferrari 5,5) – Pochi palloni giocabili, ma anche poca presenza nell’area avversaria quando serviva tenere su la squadra.
Allenatore Raffaele 5
Il piano partita funziona per un tempo: solidità, ripartenze e cinismo. Nella ripresa però la Salernitana smette di giocare e non tira mai in porta. I cambi non incidono e il finale nervoso, con espulsione per proteste, è lo specchio di una squadra che perde lucidità. Il pareggio pesa e rimette tutto in discussione, anche la sua posizione.










