Cosa sta succedendo a Dubai
In un momento in cui il Medio Oriente è al centro delle cronache internazionali, tra evacuazioni, missili e jet militari, Valentina Baldini, art advisor e moglie di Andrea Pirlo, allenatore dell’Fc United di Dubai, offre un punto di vista alternativo e sorprendentemente sereno. Mentre gli Stati Uniti ordinano l’evacuazione di 14 Paesi dell’area, tra cui Dubai, l’Italia appare lenta e incerta nel coordinare il rimpatrio dei connazionali, con ambasciate difficili da contattare, voli cancellati e prezzi lievitati fino a 5.000 euro.
Tra i piemontesi espatriati per opportunità professionali migliori, molti sono preoccupati, ma Baldini invita a ridimensionare il panico e critica gli attacchi social agli expat: «Se chi va via sta bene, dà fastidio. Se è in difficoltà, diventa quasi una conferma rassicurante», racconta.
La testimonianza diretta di Valentina Baldini
«La mia giornata scorre normalmente», spiega Baldini. «In Italia qualcuno immagina scenari catastrofici che qui semplicemente non esistono nella forma raccontata». Eppure, confessa, non è mancato l’attimo di paura: «Nella notte di sabato 28 febbraio, sono stata svegliata da un aereo che sorvolava casa nostra, nero, e subito dopo un botto fortissimo. Non ho dormito per qualche ora e le chat con le amiche italiane qui erano piene di ironia e nervosismo: solo noi italiani sappiamo scherzare anche nei momenti difficili».
Il pensiero correva ai più vulnerabili: «Ho pensato a quei popoli che convivono col terrore ogni giorno. Non riuscire a proteggere i propri figli lascia un senso di impotenza incredibile. Mentre mio marito dormiva, io pensavo a come scappare, cosa mettere nella borsa, ai 100 km di autonomia dell’auto. Ma il giorno dopo tutto si è tranquillizzato, il cielo è tornato sereno».
Le autorità di Dubai, spiega Baldini, hanno gestito la situazione con efficienza: «Dall’inizio degli attacchi iraniani, quasi tutti i missili e droni sono stati neutralizzati prima di arrivare in città. Non per fortuna, ma grazie a un sistema di difesa integrato e pronto».
E la vita quotidiana prosegue: «Cammino per le strade e vedo supermercati pieni, taxi in giro, ospedali funzionanti e ristoranti aperti. La vita non si è fermata». Per Baldini, la chiave sta nella governance: «Non esiste panico istituzionale. La popolazione è messa in sicurezza, gli spazi urbani sono monitorati, le squadre di emergenza pronte. Questo significa funzionare».
Perché gli expat italiani subiscono critiche sui social anche in piena emergenza
Ma non tutti osservano la realtà con oggettività. «Dall’Italia arrivano post pieni di terrore e ironia crudele. Si attaccano famiglie con bambini, si denigra chi vive lontano. Non è preoccupazione sincera, ma frustrazione. Se chi è partito sta bene, dà fastidio; se ha difficoltà, diventa quasi conferma. L’educazione e il rispetto sembrano optional: questa è la crisi più grave, quella culturale».
In mezzo a jet e missili, Valentina Baldini testimonia che la vita degli expat italiani a Dubai non è un film catastrofico. È una realtà fatta di prudenza, organizzazione e resilienza, dove il vero nemico non sono solo le tensioni geopolitiche, ma anche gli stereotipi e gli haters a migliaia di chilometri di distanza.

