Paolo Del Debbio a Verissimo: la storia di una vita tra fatica e studio
Il pubblico lo conosce soprattutto come il volto severo dei talk politici, sempre pronto a incalzare ospiti e politici con domande affilate. Ma nel salotto televisivo di Verissimo Paolo Del Debbio ha mostrato un lato molto diverso.
Il giornalista e conduttore ha ripercorso alcune delle tappe più importanti della sua vita: un’infanzia semplice ma piena di valori, il lavoro iniziato da giovanissimo e quella curiosa parentesi in seminario che, per un periodo, lo aveva fatto immaginare con una tonaca invece che dietro una scrivania televisiva.
“A 13 anni lavoravo perché in casa c’era bisogno”, ha raccontato.
Il suo primo impiego? Portare le buste della spesa per un macellaio. Poi, durante gli anni universitari, arrivò anche il lavoro da cameriere.
Una vita fatta di sacrifici e studio.
“Non ho mai avuto un progetto preciso, ma sapevo che non potevo rinunciare allo studio e alla scrittura”.
Perché Paolo Del Debbio entrò in seminario a 16 anni?
A metà adolescenza arriva una scelta che sorprende anche la sua famiglia.
“A 16 anni è arrivata la chiamata e sono entrato in seminario”.
L’esperienza nasce da un forte legame con la parrocchia e dall’incontro con un parroco che lo aveva profondamente colpito.
Per un ragazzo cresciuto in una famiglia numerosa – erano sette in casa – la decisione non fu facile da spiegare.
“Mia mamma piangeva ogni mezz’ora”, ha raccontato con ironia.
Il padre, invece, reagì con più calma.
Quegli anni, però, non furono affatto negativi.
“Sono stati due anni bellissimi”.
Il motivo? Una scoperta che avrebbe segnato il resto della sua vita.
“Ho capito che più che una vocazione religiosa, a me piaceva studiare”.
Il ricordo del padre e la lezione sulla dignità
Tra i momenti più intensi del racconto c’è il ricordo dei genitori, figure fondamentali nella sua formazione.
Del padre, in particolare, Del Debbio conserva una lezione che lo ha accompagnato per tutta la vita.
“Mi disse: fatti togliere tutto, ma non la dignità”.
Una frase che nasce da una storia drammatica.
Il padre del giornalista fu prigioniero nei campi di concentramento tedeschi durante la guerra.
Due anni segnati da torture e privazioni.
Eppure, racconta Del Debbio, non perse mai il senso della dignità.
“Gli tolsero la libertà, ma mai la dignità”.
Il padre morì molto giovane, a 56 anni, lasciando nel figlio una forte spinta a non arrendersi mai.
Paolo Del Debbio oggi: single ma pronto ad amare
Se la carriera televisiva è ormai consolidata, la vita sentimentale ha attraversato momenti più complessi.
A Verissimo Del Debbio ha rivelato di essere single da due o tre anni.
Alle spalle, ha spiegato, c’è una storia finita male.
“Una brutta esperienza di tanta sofferenza”.
Per un periodo il giornalista ha preferito restare solo.
“Non avevo voglia di ricominciare”.
Ma oggi qualcosa è cambiato.
“Mi è tornata una gran voglia di amare ed essere amato”.
Una dichiarazione che mostra un lato romantico e inatteso di uno dei volti più severi della televisione italiana.
“La vita senza amore è in bianco e nero”, ha detto.
“Io voglio i colori”.
Il rapporto con le figlie Maddalena e Sara
Tra le cose di cui Del Debbio va più orgoglioso c’è il rapporto con le sue due figlie.
Il giornalista è padre di Maddalena (1989) e Sara (1992).
E non nasconde di aver sempre cercato di essere molto presente nella loro vita.
“Mi sono dedicato molto a loro”.
I weekend, racconta, erano spesso interamente dedicati alla famiglia.
“Quando posso, il tempo con le mie figlie lo passo ancora”.
Una presenza costante che rappresenta per lui uno dei successi più importanti.
La lezione della semplicità che ha segnato la sua vita
Ripensando alla propria infanzia, Del Debbio ricorda una casa piena di persone ma anche di valori.
“I ricordi dei miei fratelli sono preziosissimi”.
In quella famiglia numerosa si imparava a vivere con poco.
Ma anche a essere felici con ciò che si aveva.
“Spero di aver trasmesso questa semplicità anche alle mie figlie”.
Un messaggio che oggi suona quasi controcorrente in un mondo spesso dominato da ambizione e apparenza.
E forse proprio per questo il conduttore lo ripete con convinzione.
La dignità, lo studio e l’amore restano le cose che contano davvero.

