Cristina ColturiCristina Colturi

Chi era Cristina Colturi e perché aveva scelto di vivere a Tenerife

La storia di Cristina Colturi, 28 anni, originaria di Castelnuovo Bozzente in provincia di Como, è una di quelle che lasciano un segno profondo. Un’esistenza giovane, inquieta nel senso più nobile del termine, guidata da una curiosità quasi nomade verso il mondo.

Cristina non era il tipo di persona che si accontentava di un orizzonte limitato. Negli ultimi anni aveva vissuto in diverse città europee, cercando un luogo dove fermarsi davvero. Quel luogo lo aveva trovato alle Canarie, a Tenerife, dove un anno fa aveva deciso di trasferirsi insieme al fidanzato.

L’isola l’aveva conquistata subito: il contrasto tra il nero delle rocce vulcaniche e i colori violacei delle bouganville, il clima mite dell’“eterna primavera”, la possibilità di vivere all’aria aperta ogni giorno. Qui Cristina aveva trasformato la sua passione per i colori in lavoro, diventando armocromista in un hotel dell’isola, aiutando turisti e clienti a scoprire le palette cromatiche più adatte alla propria immagine.

Una vita nuova, luminosa, che sembrava finalmente aver trovato il suo equilibrio.


Cosa è successo durante il volo in parapendio sulla spiaggia di La Enramada

Il destino però ha cambiato rotta in pochi secondi.

Il 7 marzo, Cristina stava effettuando un volo in parapendio biposto con un istruttore nella zona della spiaggia di La Enramada, ad Adeje, uno dei punti più spettacolari della costa sud di Tenerife. Il volo non era casuale: era stato un regalo di Natale del fidanzato, come ha raccontato il fratello della giovane al quotidiano La Provincia di Como.

Cristina aveva già provato il parapendio in passato e voleva rivivere quell’adrenalina.

Alle 17:20 è scattato l’allarme al numero di emergenza 112. Il parapendio si era schiantato in una zona rocciosa vicino alla spiaggia. I primi soccorritori, tra cui un bagnino del servizio di salvataggio, hanno trovato la giovane in arresto cardiocircolatorio.

Le manovre di rianimazione sono riuscite a far ripartire il battito cardiaco. Stabilizzata, Cristina è stata trasportata d’urgenza all’Hospital Universitario Nuestra Señora de la Candelaria.

L’istruttore, ferito ma non in modo grave, è stato successivamente trasferito all’Hospital del Sur.


Perché Cristina Colturi non ce l’ha fatta: le indagini sull’incidente

Nonostante l’intervento chirurgico e i tentativi dei medici, le ferite riportate nell’impatto erano troppo gravi.

Cristina è morta domenica, due giorni dopo l’incidente.

La salma è stata trasferita all’Istituto Anatomico Forense dove è prevista l’autopsia, procedura standard nell’ambito dell’inchiesta aperta dalle autorità per chiarire le cause dello schianto del parapendio.

Gli investigatori dovranno accertare se si sia trattato di un errore umano, di un problema tecnico o di condizioni atmosferiche improvvisamente sfavorevoli.


La scelta dei familiari: la donazione degli organi che ha salvato due pazienti

In mezzo alla tragedia è arrivato un gesto che racconta molto della persona che Cristina era.

I familiari, arrivati a Tenerife da Castelnuovo Bozzente per assisterla negli ultimi momenti, hanno autorizzato l’espianto degli organi, rispettando quella che era la volontà della giovane.

L’operazione è stata effettuata all’alba presso l’Hospital Universitario.

Secondo quanto confermato dal centro di coordinamento trapianti, due organi sono stati immediatamente impiantati in altrettanti pazienti in lista d’attesa nello stesso ospedale.

Per motivi di privacy non sono stati diffusi ulteriori dettagli sui riceventi, ma il dato più importante resta uno: due persone oggi sono vive grazie a Cristina Colturi.


Il sogno di una vita libera tra oceano, surf e viaggi

Cristina amava le emozioni forti, ma non nel senso superficiale del termine.

Amava viaggiare, scoprire culture, conoscere persone diverse. Tenerife per lei rappresentava un equilibrio perfetto: oceano, sport, luce e libertà. Surf, vita all’aria aperta, giornate scandite dal sole e dal vento dell’Atlantico.

Aveva scelto quell’isola per vivere davvero.

Ed è proprio lì che resterà: Cristina Colturi sarà sepolta a Tenerife, la terra che aveva scelto come casa.


Una tragedia che lascia una speranza

La morte di Cristina Colturi è una storia che unisce due estremi: la tragedia improvvisa e la solidarietà più profonda.

Da una parte un volo finito nel peggiore dei modi. Dall’altra due vite salvate grazie alla donazione degli organi.

Un gesto che trasforma una perdita devastante in un atto di speranza.

E forse è proprio questo il modo più fedele per ricordare Cristina: una ragazza che cercava colori nel mondo e che, anche dopo la morte, è riuscita a regalarne ancora.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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