Marco Gaio Romeo con la compagna PaulaMarco Gaio Romeo con la compagna Paula

Il processo davanti alla giuria popolare in Andalusia

Si apre oggi a Malaga, in Andalusia, uno dei processi più inquietanti degli ultimi anni che coinvolgono un cittadino italiano all’estero.

Davanti a una giuria popolare compare Marco Gaio Romeo, falegname di 48 anni originario di Nettuno, accusato di aver ucciso la compagna Paula, 28 anni, madre di tre figli, nella loro casa di Torremolinos il 17 maggio 2023.

Secondo la ricostruzione della procura spagnola, l’uomo avrebbe aggredito la donna con estrema violenza, colpendola con 14 coltellate all’interno dell’abitazione.

A dare l’allarme furono i vicini, che sentirono le urla e chiamarono le forze dell’ordine. Poco dopo l’uomo venne arrestato.


La relazione segnata dalle violenze domestiche

Dalle indagini è emerso che Paula viveva da tempo una situazione di violenza domestica.

La giovane, madre di tre bambini – l’ultimo avuto proprio con Romeo – aveva deciso di lasciare il compagno appena una settimana prima dell’omicidio.

Secondo gli investigatori, però, la donna non aveva mai denunciato formalmente le violenze perché temeva possibili ritorsioni.

Una paura che, secondo l’accusa, si è trasformata in tragedia la sera del delitto.


Il sospetto di un secondo omicidio: il caso di Sibora Gagani

Il processo che si apre a Malaga riguarda l’omicidio di Paula, ma gli investigatori ritengono che Marco Gaio Romeo possa essere responsabile anche di un altro femminicidio.

Si tratta della scomparsa di Sibora Gagani, giovane di 22 anni di origine albanese, che nel 2010 si era trasferita in Spagna insieme all’uomo partendo proprio da Nettuno.

La ragazza sparì nell’estate del 2014 e per nove anni il suo caso rimase avvolto nel mistero.

Secondo la ricostruzione della procura, tra il 7 e il 14 luglio 2014 Romeo avrebbe aggredito la giovane nella loro abitazione, colpendola con almeno quattro coltellate.


Il corpo nascosto per nove anni nella mansarda

Dopo il delitto, sempre secondo l’accusa, l’uomo avrebbe cercato di cancellare ogni traccia del crimine.

Il cadavere di Sibora Gagani sarebbe stato nascosto all’interno della mansarda della casa, dove Romeo avrebbe costruito una sorta di vano murato.

Il corpo venne sigillato con la calce, rimanendo nascosto per quasi un decennio.

La verità è emersa solo dopo l’omicidio di Paula: durante le indagini l’uomo avrebbe confessato il precedente assassinio, permettendo agli investigatori di ritrovare i resti della giovane e riaprire ufficialmente il caso.


Le accuse e le richieste della procura

Per l’omicidio di Paula, Marco Gaio Romeo è accusato di omicidio premeditato e maltrattamenti.

La Procura di Malaga ha chiesto per lui una condanna a 28 anni di carcere.

Per il presunto omicidio di Sibora Gagani, invece, l’uomo dovrà affrontare un secondo processo, nel quale l’accusa ha già chiesto 22 anni di reclusione.


Un caso che ha scosso la comunità di Torremolinos

La vicenda ha profondamente colpito la comunità di Torremolinos, dove Paula viveva con i suoi figli.

Il processo che si apre oggi dovrà chiarire ogni dettaglio di una storia segnata da violenza, paura e da un passato che, secondo gli investigatori, nasconderebbe un secondo delitto rimasto sepolto per anni.

La giuria popolare dovrà ora stabilire le responsabilità dell’imputato e decidere se dietro la morte di Paula si nasconda davvero la storia di un uomo accusato di due femminicidi.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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