Lo studio sul multivitaminico e l'invecchiamentoLo studio sul multivitaminico e l'invecchiamento

Assumere vitamine quotidianamente può davvero rallentare l’invecchiamento?

L’età scritta sulla carta d’identità non sempre racconta tutta la verità. Da tempo gli scienziati distinguono tra età cronologica – quella anagrafica – ed età biologica, cioè la velocità con cui il nostro corpo invecchia a livello cellulare.

E proprio su questo terreno arriva una scoperta che ha acceso il dibattito nella comunità scientifica: assumere un multivitaminico ogni giorno potrebbe rallentare l’invecchiamento biologico.

A suggerirlo è una ricerca condotta dagli esperti del Massachusetts General Brigham, i cui risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Nature Medicine.

Secondo i ricercatori, dopo due anni di assunzione quotidiana di un multivitaminico, gli anziani coinvolti nello studio hanno mostrato un rallentamento del processo di invecchiamento cellulare.


Quanto rallenta davvero l’età biologica con i multivitaminici?

La scoperta non promette miracoli, ma il dato è comunque interessante.

Nel corso della sperimentazione, gli scienziati hanno osservato che l’assunzione giornaliera di un multivitaminico è stata associata a circa quattro mesi di invecchiamento biologico in meno nell’arco di due anni.

In altre parole, il corpo dei partecipanti sembrava invecchiare leggermente più lentamente rispetto a quello di chi non assumeva integratori.

Il dato più sorprendente riguarda però chi partiva da una condizione peggiore: le persone con un’età biologica già più avanzata rispetto a quella anagrafica sono state quelle che hanno ottenuto i benefici maggiori.


Come gli scienziati hanno misurato l’invecchiamento cellulare

Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno utilizzato strumenti molto sofisticati: i cosiddetti orologi epigenetici.

Questi sistemi scientifici stimano l’invecchiamento biologico analizzando minuscoli cambiamenti nel DNA, in particolare nel processo chiamato metilazione del DNA, che regola l’espressione dei geni.

Con il passare degli anni queste modifiche diventano sempre più evidenti e possono essere utilizzate per capire quanto velocemente il nostro organismo stia invecchiando.

Nello studio sono stati analizzati cinque diversi orologi epigenetici, considerati tra i più affidabili per monitorare il ritmo dell’invecchiamento e persino il rischio di mortalità.


Lo studio Cosmos e i quasi mille partecipanti coinvolti

La ricerca si basa sui dati del grande trial clinico Cosmos, uno studio randomizzato molto noto nella medicina preventiva.

Gli scienziati hanno analizzato campioni di sangue di 958 partecipanti sani, con un’età media di circa 70 anni.

I volontari sono stati divisi in quattro gruppi:

  • multivitaminico + estratto di cacao
  • multivitaminico + placebo
  • estratto di cacao + placebo
  • doppio placebo

Durante i due anni di studio i ricercatori hanno monitorato i cambiamenti nei marcatori epigenetici dell’invecchiamento.

Il risultato è stato chiaro: il gruppo che assumeva il multivitaminico mostrava un rallentamento in tutti e cinque gli indicatori biologici analizzati, con effetti particolarmente evidenti in due indicatori collegati alla mortalità.


Perché oggi la scienza studia sempre più l’invecchiamento biologico

Negli ultimi anni l’attenzione della ricerca si è spostata su una domanda sempre più centrale: non solo vivere più a lungo, ma vivere meglio.

Come spiega Howard Sesso, autore senior dello studio e direttore associato della Divisione di Medicina preventiva del Mass General Brigham:

“C’è un enorme interesse nell’individuare modi per vivere più a lungo e con una migliore qualità della vita. È stato entusiasmante osservare come un multivitaminico possa essere collegato ai marcatori dell’invecchiamento biologico”.

Secondo gli esperti, interventi semplici e accessibili potrebbero avere un ruolo importante nel promuovere un invecchiamento più sano.


I multivitaminici sono davvero la chiave della longevità?

Nonostante i risultati promettenti, gli scienziati invitano alla prudenza.

Il rallentamento osservato è relativamente modesto e lo studio rappresenta solo un primo passo nella comprensione del fenomeno.

Il team di ricerca ha già annunciato nuovi studi per verificare se questi effetti possano durare anche dopo la fine della sperimentazione e se siano collegati ad altri benefici clinici.

Tra gli aspetti che verranno approfonditi ci sono possibili collegamenti tra multivitaminici e:

  • miglioramento delle capacità cognitive
  • riduzione del rischio di alcuni tumori
  • diminuzione dell’incidenza di cataratta

Come sottolinea il ricercatore Yanbin Dong, coinvolto nello studio:

“Servono ulteriori ricerche per capire se il rallentamento dell’invecchiamento biologico osservato possa tradursi in benefici concreti per la salute”.


Un’abitudine diffusa, ma ancora poco compresa

Oggi milioni di persone assumono integratori vitaminici ogni giorno, spesso senza sapere con precisione quali effetti possano avere sull’organismo.

Secondo gli esperti, studi come questo potrebbero aiutare a chiarire meglio il reale impatto dei multivitaminici sulla salute e sulla longevità.

Come conclude Sesso:

“Molte persone prendono un multivitaminico senza conoscerne davvero i benefici. Più riusciremo a comprendere i suoi possibili effetti positivi, meglio potremo orientare le scelte per la salute”.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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