Il racconto intimo a “Sogni C…OSTRUITI”
Una carriera internazionale, ma radici profonde e un percorso tutt’altro che lineare.
Ospite della rubrica televisiva “Sogni C…OSTRUITI”, in onda su OndaNovara Tv, Alejandro Tommasi si è raccontato senza filtri.
Incalzato dalle domande dal conduttore, Vito Camposeo, l’attore ha ripercorso le tappe più significative della sua vita, partendo da una rivelazione che spiazza:
il suo primo sogno non era il cinema.
Il sogno spezzato e la svolta inattesa
“Volevo fare il concertista”.
Tommasi racconta di aver studiato pianoforte fin da bambino, frequentando il conservatorio. Un talento coltivato con disciplina fino ai 12 anni.
Poi, la tragedia: la morte del padre.
Un evento che cambia tutto.
Lascia la musica, si orienta verso studi completamente diversi e inizia a lavorare in ambito ospedaliero, pensando a una carriera da veterinario.
Un percorso che sembrava già scritto, ma che non era il suo destino.
L’incontro con il teatro che cambia la vita
La vera svolta arriva a 17 anni.
Assistendo a uno spettacolo teatrale, Tommasi scopre qualcosa di nuovo, quasi viscerale.
Capisce che quello è il suo posto.
Non la fama, non il successo.
Il palco.
“Non ho mai cercato la notorietà: volevo solo esprimermi davanti al pubblico”.
Una dichiarazione che racconta molto del suo approccio alla carriera.
Il successo nelle telenovelas e “Domenica Montero”
Con il tempo, Alejandro Tommasi diventa uno dei volti più noti della televisione latinoamericana.
Nel corso dell’intervista ha parlato della sua nuova sfida: “Domenica Montero”, remake di una storica produzione.
Nel progetto interpreta una figura centrale:
- padrino della protagonista
- avvocato
- consigliere
Accanto a lui, la star Angelique Boyer.
“È una storia d’amore immersa in un Messico autentico”, racconta, sottolineando il valore delle tradizioni e delle ambientazioni scelte.
57 telenovelas e una filosofia chiara
Durante la puntata, viene ricordato un dato impressionante: 57 telenovelas all’attivo.
Una carriera vastissima, costruita su ruoli molto diversi tra loro.
Tommasi spiega il suo segreto:
non ha mai cercato i personaggi, sono stati i personaggi a trovare lui.
Dal malato di Alzheimer al cattivo spietato, fino ai ruoli più complessi.
Un esempio? Il personaggio di Francisco Lendano in Juegos de amor y poder, figura intensa e ambigua.
“Il personaggio non è la persona”
Un punto fondamentale della sua visione artistica è la distinzione tra ruolo e identità.
“So separare completamente ciò che interpreto da ciò che sono”, spiega.
Un principio che gli ha permesso di affrontare anche ruoli particolari, come quello nel musical Aventurera, dove interpretava un personaggio femminile.
Un’esperienza che, racconta, gli ha dato una nuova prospettiva sul mondo delle donne.
Una carriera costruita sull’esperienza, non sull’ego
Ogni ruolo, dice, lascia qualcosa.
Ma mai al punto da cambiare chi è davvero.
Una crescita professionale continua, senza perdere il contatto con la propria identità.

