Cosa hanno raccontato i genitori di Ilaria Sula a Verissimo
Il dolore, i sospetti mai sopiti e una richiesta che oggi è diventata un grido pubblico. Nello studio di Verissimo, Gezime e Flamur, genitori di Ilaria Sula, ricostruiscono gli ultimi giorni della figlia e il dramma seguito alla sua scomparsa.
“Vogliamo un minimo di giustizia per nostra figlia”, dicono. Parole semplici, ma cariche di una rabbia composta che attraversa tutta l’intervista.
Ilaria è stata uccisa dall’ex fidanzato Mark Antony Samson, che ha poi confessato il delitto. Ma per i genitori restano ancora troppi dubbi, troppe zone d’ombra.
I sospetti su Mark Antony Samson: “Non era giusto per lei”
Il nome di Mark entra nella vita della famiglia già nel 2023. “Ilaria ci aveva parlato di lui”, racconta il padre. Ma la madre, fin da subito, aveva una sensazione chiara: qualcosa non tornava.
“Io me lo sentivo che non era giusto per lei”, dice.
Ilaria, invece, lo difendeva. Lo descriveva come un bravo ragazzo. Ma col tempo emergono bugie, incongruenze, comportamenti ambigui. Fino alla rottura: quando la ragazza scopre le menzogne, decide di lasciarlo. Lui, però, continua a seguirla sui social.
Un dettaglio che oggi pesa come un campanello d’allarme.
L’ultima telefonata e il dubbio mai chiarito
Il 25 marzo è l’ultima volta che i genitori sentono Ilaria Sula. Una telefonata di un quarto d’ora, normale, senza segnali evidenti di pericolo. Doveva tornare a casa il 29 marzo.
Ma non succede.
“Non era da lei”, spiegano. Ed è proprio questa anomalia a far scattare l’allarme.
C’è un punto che i genitori non riescono a spiegarsi: Ilaria non aveva detto che sarebbe andata a casa di Mark per un ultimo confronto. E soprattutto, non torna la versione fornita dall’uomo.
“Se si erano lasciati, che senso aveva restare a dormire lì?”, si chiedono.
Per loro, una convinzione resta forte: non è stato un gesto improvviso.
I messaggi dopo la morte e il sospetto depistaggio
Quando Ilaria scompare, le coinquiline parlano di una fuga a Napoli, di una nuova vita. Una versione che non convince la famiglia.
I genitori si rivolgono alla questura di Roma, dove incontrano per la prima volta Mark. “Mi dispiace molto che ci siamo conosciuti in questa situazione”, avrebbe detto.
Poi arrivano i messaggi. Il 31 marzo, dal telefono di Ilaria, parte un testo diretto ai genitori: dice di essere a Napoli, con una persona conosciuta su Tinder, e che tornerà il mese successivo.
Un dettaglio che invece di rassicurare, aumenta i sospetti.
Secondo gli inquirenti, quel telefono sarebbe stato utilizzato proprio per depistare le ricerche. La geolocalizzazione porta infatti a casa di Mark Antony Samson.
A quel punto arriva la confessione.
Il dolore dei genitori: “Le scuse non esistono”
In studio, il dolore è composto ma netto. Flamur non usa mezze parole:
“Le scuse non esistono”. Un messaggio rivolto anche alla madre di Samson per averlo aiutato dopo il delitto.
Non c’è spazio per il perdono, almeno ora. Solo per la giustizia.
“Il nostro sorriso non tornerà più sulle nostre facce, ma Ilaria avrà giustizia”.
Una frase che resta sospesa, come una promessa e una richiesta insieme.
Un appello che va oltre la tv
L’intervista non è solo un racconto. È un atto pubblico. Un modo per riportare al centro il volto di Ilaria, la sua storia, e il vuoto lasciato dalla sua morte.
Tra dolore e lucidità, i genitori chiedono verità.
E soprattutto, chiedono che questa storia non venga dimenticata.
Perché, come ripetono più volte,
“Vogliamo giustizia per nostra figlia”.

