𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞

Chi era Marco Conte, ex campione di hockey e volto noto a Breganze?

Una tragedia improvvisa, di quelle che lasciano senza parole.

È stato trovato senza vita in una roggia a Breganze, nel Vicentino, Marco Conte, 51 anni, ex giocatore di hockey su pista e protagonista del primo storico scudetto del Bassano. Un nome conosciuto, non solo per i successi sportivi, ma anche per il suo impegno nel lavoro e nella comunità.

Conte lascia la moglie e tre figli. Una famiglia distrutta, così come un’intera comunità che oggi si ritrova a fare i conti con una perdita improvvisa e difficile da accettare.


Cosa è successo a Breganze: incidente o malore?

Il corpo dell’uomo è stato ritrovato all’alba nella frazione di Mirabella, all’interno di una roggia. A fare la scoperta un addetto alla raccolta dei rifiuti, che ha immediatamente lanciato l’allarme.

Secondo le prime ricostruzioni, Marco Conte era in sella alla sua bicicletta elettrica quando, per cause ancora da chiarire, è finito nel fossato. L’ipotesi più accreditata è quella di un malore improvviso, che gli avrebbe fatto perdere il controllo del mezzo.

Non si esclude però nessuna pista: tra le possibilità al vaglio degli inquirenti anche quella di un incidente o di un eventuale urto con un veicolo.


Le ultime ore prima della tragedia

La sera precedente, nulla lasciava presagire il dramma.

Dopo aver terminato il turno di lavoro, Conte si era fermato in paese per trascorrere del tempo con la sorella, il figlio e alcuni amici storici. Una serata normale, fatta di affetti e abitudini consolidate.

Intorno alle 21 era ripartito verso casa, in sella alla sua bici elettrica. Un tragitto conosciuto, quotidiano. Poi il silenzio.

Il mancato rientro non aveva subito destato preoccupazione: Marco era solito fermarsi da amici o parenti, anche per la notte.


I soccorsi e le indagini: sarà decisiva l’autopsia?

Sul posto sono intervenuti rapidamente i sanitari del Suem, i vigili del fuoco e i carabinieri della compagnia di Thiene. Per l’uomo, però, non c’era già più nulla da fare.

La bicicletta è stata sequestrata, mentre il medico legale ha effettuato i primi accertamenti. Nei prossimi giorni la Procura potrebbe disporre l’autopsia, fondamentale per chiarire con precisione le cause del decesso.

Al momento, l’ipotesi del malore seguito da caduta e annegamento resta la più plausibile.


Il ricordo: “Un uomo straordinario, sempre sorridente”

In queste ore si moltiplicano i messaggi di cordoglio.

Chi lo conosceva lo descrive come una persona generosa, solare, sempre disponibile. Un uomo che aveva mantenuto, anche dopo la carriera sportiva, un forte legame con il territorio.

“Era una persona straordinaria, di gran cuore”, raccontano gli amici, ancora increduli.

Anche le società sportive in cui aveva militato lo ricordano come un protagonista dell’hockey italiano, capace di lasciare un segno dentro e fuori dal campo.


Una comunità sotto shock per una morte improvvisa

La morte di Marco Conte ha colpito profondamente Breganze e l’intero Vicentino.

Non solo per il suo passato da atleta, ma per il ruolo umano che aveva costruito nel tempo: lavoratore, padre, amico. Una figura riconosciuta e stimata.

Resta ora il dolore, insieme alle domande ancora aperte su quanto accaduto in quei pochi minuti che hanno cambiato tutto.

Di Giuseppe D'Alto

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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