Megan Gale torna negli spot con iliad e si accende la polemica con Vodafone
Il ritorno di Megan Gale in una campagna telefonica ha riaperto una sfida che sembra arrivare direttamente dagli anni Duemila. La nuova pubblicità di iliad con protagonista l’ex storica testimonial di Omnitel e Vodafone ha infatti provocato una vera bufera nel mondo della comunicazione e della telefonia.
Da una parte ci sono le contestazioni di Fastweb-Vodafone, che considera l’utilizzo dell’immagine della modella australiana un richiamo improprio alla notorietà costruita negli anni dal marchio Omnitel-Vodafone.
Dall’altra invece pubblicitari ed esperti di marketing che parlano di una mossa brillante capace di generare enorme visibilità.
Perché Vodafone contesta lo spot di iliad
Secondo Fastweb-Vodafone, Megan Gale rappresenta un volto fortemente associato alla storia pubblicitaria del marchio.
La modella australiana fu infatti testimonial di Omnitel e poi Vodafone tra la fine degli anni ’90 e il 2008, diventando uno dei simboli più riconoscibili della telefonia italiana di quel periodo.
Per questo motivo l’azienda ritiene che la scelta di Iliad possa configurare una violazione del codice di autodisciplina pubblicitaria e del codice civile, sfruttando indirettamente un’immagine costruita negli anni da un altro brand.
Una posizione che ha subito acceso il dibattito tra addetti ai lavori e professionisti della comunicazione.
Gli esperti: “Una provocazione intelligente”
Molti pubblicitari però leggono l’operazione in maniera completamente diversa.
Secondo Francesco Bozza, storico autore pubblicitario italiano, la campagna sarebbe una “simpatica provocazione” più che un attacco scorretto alla concorrenza.
Bozza ricorda inoltre che Megan Gale nacque pubblicitariamente come volto di Omnitel ancora prima della trasformazione in Vodafone.
L’esperto cita anche esempi internazionali celebri di pubblicità ironiche tra marchi concorrenti, come lo spot BMW dedicato all’ex amministratore delegato di Mercedes-Benz, accolto senza azioni legali dalla casa rivale.
“Fastweb-Vodafone rischia di sembrare antipatica”
Molto critica verso la reazione di Fastweb-Vodafone è anche l’analisi dell’esperto di comunicazione Davide Ciliberti.
Secondo lui affrontare il caso esclusivamente dal punto di vista legale rischierebbe di trasformare il brand nella parte “antipatica” della vicenda.
Per Ciliberti, in situazioni simili sarebbe spesso più efficace rispondere con ironia o con una controcampagna creativa piuttosto che con carte bollate e contestazioni formali.
Perché la campagna sta funzionando davvero
Al di là delle possibili conseguenze legali, quasi tutti gli esperti concordano su un punto: lo spot Iliad ha centrato l’obiettivo di far parlare di sé.
Vicky Gitto, tra le pubblicitarie italiane più note anche all’estero, sottolinea come la campagna abbia già ottenuto enorme visibilità mediatica e social.
Secondo Gitto, Megan Gale continua a essere riconoscibilissima soprattutto per un pubblico adulto che ricorda perfettamente la stagione degli spot Omnitel-Vodafone.
Più difficile invece che il volto della modella abbia lo stesso impatto sulle nuove generazioni, che non hanno vissuto quel periodo televisivo.
Una sfida che riporta agli anni d’oro della telefonia
Il caso sta riaccendendo anche la nostalgia per gli anni delle grandi sfide pubblicitarie tra operatori telefonici.
Negli anni Novanta e Duemila le campagne di Omnitel, Vodafone, TIM e Wind erano veri eventi mediatici capaci di influenzare linguaggi, mode e immaginario collettivo.
Ed è proprio su quel terreno emotivo e nostalgico che Iliad sembra aver scelto di colpire, utilizzando uno dei volti più iconici della pubblicità italiana di quegli anni.
Il vero obiettivo potrebbe non essere il mercato
Secondo altri osservatori, la campagna non avrebbe come obiettivo principale quello di sottrarre clienti direttamente a Vodafone.
Piuttosto servirebbe a rafforzare la visibilità del brand iliad e a inserirsi nel dibattito pubblico con una mossa capace di attirare attenzione immediata.
E visto il clamore generato tra stampa, social e mondo pubblicitario, per molti l’operazione avrebbe già raggiunto il risultato sperato molto prima di qualsiasi eventuale battaglia legale.

