Le dieci richieste dell’Iran ai Paesi ospitanti
La Federazione calcistica iraniana alza la tensione a poco più di un mese dal Mondiale 2026. Teheran ha infatti annunciato che la nazionale prenderà parte alla competizione organizzata da Stati Uniti, Canada e Messico soltanto se verranno accettate precise condizioni politiche, diplomatiche e organizzative.
Secondo quanto riferito dalla televisione di Stato iraniana, la federazione avrebbe chiarito che l’Iran “non rinuncerà ai propri ideali, alla propria cultura e alle proprie convinzioni”.
Tra le richieste avanzate figurano il rilascio dei visti per tutti i giocatori e i membri dello staff, compresi coloro che hanno avuto legami con le Guardie Rivoluzionarie, l’obbligo di esporre esclusivamente la bandiera ufficiale iraniana negli stadi e l’esecuzione dell’inno nazionale prima delle partite.
Il nodo Guardie Rivoluzionarie e il caso Canada
Uno dei punti più delicati riguarda proprio alcuni calciatori iraniani che avrebbero avuto trascorsi o rapporti con le Guardie Rivoluzionarie. Tra i nomi citati figurano anche quelli di Mehdi Taremi ed Ehsan Hajisafi.
La questione è particolarmente sensibile soprattutto in Canada, che recentemente ha vietato l’ingresso al presidente della federazione iraniana Mehdi Taj proprio per presunti legami con il corpo militare iraniano.
L’Iran chiede inoltre protocolli di sicurezza rafforzati per squadra e dirigenti, limitazioni alle domande dei giornalisti e tutele diplomatiche durante tutta la permanenza nei tre Paesi ospitanti.
Il vertice decisivo con la Fifa
La situazione verrà affrontata il prossimo 20 maggio a Zurigo durante un incontro tra i rappresentanti iraniani e la FIFA guidata da Gianni Infantino.
Prima ancora, il 12 maggio, Teheran dovrebbe fornire una prima risposta ufficiale sulle proprie intenzioni.
La questione rischia di trasformarsi anche in un caso diplomatico internazionale considerando i rapporti tesi tra l’Iran e gli Stati Uniti di Donald Trump
L’Italia osserva: ipotesi clamorosa in caso di esclusione dell’Iran
Il vero tema che agita il mondo del calcio riguarda ora il possibile scenario in caso di rottura definitiva tra Iran e FIFA. Il regolamento della competizione lascia infatti ampi margini di discrezionalità alla FIFA sulla sostituzione di una nazionale qualificata che dovesse rinunciare o venire esclusa.
Non esiste alcun automatismo regolamentare che porti direttamente a una sostituzione asiatica. Gli Emirati Arabi Uniti, spesso citati nelle ultime ore, sono soltanto una delle ipotesi sul tavolo dopo la sconfitta nello spareggio dell’area asiatica per l’accesso al playoff intercontinentale. Ma la FIFA potrebbe anche scegliere una soluzione completamente diversa, da un mini playoff straordinario fino a una wild card decisa per ragioni sportive, organizzative e commerciali.
Ed è proprio in questo scenario che l’Italia torna a sperare. Un’eventuale riammissione clamorosa vedrebbe gli azzurri ripartire con Silvio Baldini in panchina, già ct dell’Under 21. Dal governo italiano, intanto, sono arrivate parole molto prudenti. Il ministro Andrea Abodi e la premier Giorgia Meloni avrebbero già chiarito che “il Mondiale si conquista sul campo”.

