Il ct dell'Iran Amir GhalenoeiIl ct dell'Iran Amir Ghalenoei

Non solo calcio: a poche settimane dal via del torneo due nazionali devono affrontare ostacoli extra campo che rischiano di condizionare la partecipazione

A poche settimane dal calcio d’inizio dei Campionato mondiale di calcio 2026, c’è chi prepara schemi e amichevoli e chi invece si trova costretto a fare i conti con problemi che hanno poco a che vedere con il campo.

Da una parte l’Nazionale di calcio dell’Iran, alle prese con il nodo dei visti per entrare tra Stati Uniti e Canada. Dall’altra la Nazionale di calcio della Repubblica Democratica del Congo, che ha dovuto modificare il programma di avvicinamento al torneo a causa dell’emergenza Ebola.

Iran, corsa ai visti tra preparazione e tensioni internazionali

La nazionale iraniana ha spostato una parte della propria organizzazione in Ankara, dove giocatori e componenti dello staff si sono presentati per completare le pratiche consolari necessarie all’ingresso nel Nord America. L’intera delegazione ha richiesto il visto per il Canada, mentre alcuni calciatori hanno presentato domanda anche per gli Stati Uniti.

L’Iran è attualmente in ritiro ad Antalya, dove sta cercando di recuperare condizione fisica dopo settimane complicate: il campionato nazionale è stato interrotto nei mesi scorsi e molti giocatori sono rimasti senza attività agonistica regolare. Il commissario tecnico Amir Ghalenoei ha organizzato un percorso accelerato verso il Mondiale con amichevoli contro Gambia e Mali.

Il calendario del torneo prevede per gli iraniani tre gare del girone tutte negli Stati Uniti: contro Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto.

Il Congo cambia i piani: niente ritiro in patria per l’emergenza Ebola

Scenario diverso ma altrettanto delicato per la Repubblica Democratica del Congo.

La federazione ha cancellato il ritiro e gli eventi previsti a Kinshasa a causa dell’epidemia di Ebola che interessa parte del Paese. La preparazione si svolgerà interamente in Belgio per rispettare le nuove regole sanitarie e di viaggio.

Le autorità statunitensi hanno introdotto restrizioni temporanee all’ingresso per cittadini non americani che abbiano soggiornato negli ultimi 21 giorni in Repubblica Democratica del Congo, Uganda o Sud Sudan. Sono previste procedure sanitarie rafforzate e percorsi dedicati per l’ingresso nel Paese.

Secondo i dati citati dalle autorità sanitarie internazionali, il rischio viene considerato elevato per l’Africa centrale ma contenuto a livello globale.

Un Mondiale che parte già sotto pressione

Per il momento non esistono indicazioni ufficiali di esclusione per nessuna delle due nazionali.

Ma il fatto che, a poche settimane dall’inizio del torneo, si parli di consolati, restrizioni sanitarie e piani logistici più che di formazioni racconta bene quanto questo Mondiale stia già giocando una partita diversa.

Una partita che non si decide sul campo. Sullo sfondo Emirati Arabi Uniti, possibile ripescata in caso di mancata partecipazione dell’Iran, e Italia, migliore Nazionale per ranking, osservano con distacco l’evoluzione della situazione ma se dovesse arrivare la chiamata difficilmente si tirerebbero indietro.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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